Giro di vite sui controlli della sicurezza a Milano, dopo quanto successo a Carns Montana
Milano mette mano ai controlli sulla sicurezza dei locali aperti al pubblico dopo i fatti di Crans Montana. Nella mattinata di oggi, a Palazzo Diotti, la Prefettura ha riunito, come di consueto, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ordine del giorno: fare il punto sulle condizioni di sicurezza dei locali pubblici nell’area metropolitana e per rilanciare iniziative di vigilanza più serrate.
Al tavolo, presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia, erano presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala e i vertici territoriali delle forze di polizia. All’incontro ha partecipato anche Lino Enrico Stoppani, presidente di EPAM Confcommercio Milano e presidente nazionale di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), chiamato a contribuire all’analisi sul tema che, in queste ore, riguarda da vicino sia chi gestisce i locali sia chi li frequenta.
👮♂️ Controlli più capillari e “cultura della sicurezza”
Dal Comitato esce una linea chiara: saranno rafforzate le iniziative già in corso per aumentare la vigilanza sul rispetto delle normative di settore nei locali aperti al pubblico. L’obiettivo dichiarato è alzare il livello di attenzione su prevenzione e gestione dei rischi, con controlli più puntuali e un lavoro parallelo sulla consapevolezza. Il focus non riguarda solo le verifiche, ma anche la “cultura della sicurezza”: Prefettura e istituzioni puntano a promuovere maggiore consapevolezza sia tra i giovani sia tra gli esercenti, insistendo su conoscenza dei rischi, prevenzione e comportamenti corretti e responsabili.
🚒 Collaborazione con FIPE ed esercizi pubblici: vigilanza e formazione
È confermato l’impegno delle forze di polizia e dei vigili del fuoco nella consueta azione capillare legata a sicurezza e ordine pubblico. La novità, però, è il rafforzamento della collaborazione con la Federazione degli esercizi pubblici: sono previste azioni mirate di cooperazione sia sul fronte della vigilanza sia su quello della formazione.
In sostanza: più controlli, ma anche più momenti di confronto e formazione per diffondere l’idea della sicurezza come valore condiviso, non come adempimento “da spuntare” solo quando arrivano le ispezioni.


