Crans Montana e il rischio nei luoghi pubblici
I corpi dei ragazzi morti nella tragedia di Crans Montana sono tornati a casa con un aereo militare C130. L’aereo militare è prima atterrato a Linate, a Milano, dove sono sbarcate le salme di alcuni dei ragazzi, poi ha ripreso il suo triste viaggio fino a Roma, atterrando all’aeroporto di Ciampino. Sono in Italia, a Milano, anche 9 i ragazzi italiani rimasti feriti. Oltre a loro ci sono anche una donna di 29 anni e una di 55. Sono ricoverati all’ospedale di Niguarda, che ha un centro grandi ustionati.
Le loro condizioni di salute sono ancora molto delicate. Secondo quanto dichiarato oggi dal dott. Zoli dell’ospedale di Niguarda, le prognosi rimangono riservate. In Svizzera, invece rimangono due feriti italiani, non ancora trasportabili.
Sono persone che ora hanno davanti tanti mesi, forse anni, di impegno per il recupero della loro vita. Sarà una strada difficile, lunga, e dolorosa. Dovranno anche convivere con il fatto di essere stati vittime di una tragedia diventata famosa. In questo periodo sarà meglio essere solidali con loro, ma nel silenzio.
La sicurezza nei luoghi pubblici
Una tragedia, quella del locale Le Constellation, che ha riportato alla ribalta la questione della sicurezza nei locali pubblici. Non entro nel merito della normativa svizzera, che non conosco, però in Italia esistono passaggi autorizzativi e di verifica per i locali di pubblico spettacolo e di trattenimento, e l’agibilità è collegata a controlli e certificazioni su sicurezza e condizioni dei luoghi, ma, ciononostante, alcuni incidenti ancora avvengono.
I rischi in Italia
A proposito dei rischi che si corrono anche in Italia possiamo dire che la prevenzione rigorosa impedisce molte tragedie evitabili, ma nemmeno qui abbiamo davvero una rigorosa cultura della prevenzione. Ci sono persone che prendono sottogamba i pericoli o che pensano che i vigili del fuoco esagerino, quando impediscono l’accesso ad un numero troppo alto di persone nei luoghi pubblici. Poi ci sono situazioni che non si capiscono e lasciano perplessi. Colpisce l’immagine tratta da un servizio televisivo sull’arrivo delle bare dei ragazzi all’aeroporto di Ciampino, che mostra come effetto visivo, l’impressione della vicinanza delle case alla pista di atterraggio.
L’aeroporto di Ciampino
E’ stato infatti impressionante ascoltare il commentatore e leggere contemporaneamente i sottotitoli che riferivano le parole del ministro Tajani sulla tragedia di Crans Montana, e che parlavano di sicurezza, di prevenzione e di protezione civile, mentre sullo schermo si vedeva un grande C130J dell’aeronautica militare italiana e sullo sfondo delle case a più piani. Bisogna dire che in Italia gli incidenti aerei sono molto rari, e che la sicurezza del volo è molto curata, ma un C130 J è lungo circa 30 – 34 metri, alto circa 12 metri e ha un’apertura alare di circa 40 metri e vederlo così vicino a delle abitazioni ha fatto una certa impressione.
E a Milano…
Nemmeno Milano è esente da rischi. Quando si ferma la metropolitana, ad esempio, sono organizzati i bus sostitutivi di emergenza che vanno dalla prima stazione della metropolitana chiusa alla prima aperta, e viceversa. Questi bus si trasformano velocemente in “arche di Noè”. La gente che viaggiava su treni del Metrò costituiti da almeno 6 carrozze, salgono tutte insieme su questi autobus, e si stipano in un sovraffollamento rischioso, ma i mezzi partono comunque.
Sono quelle situazioni in cui siccome non vi è la memoria storica di incidenti capitati in circostanze simili, si può la dire la frase che fa correre un brivido lungo la schiena. “Tutto è bene finchè finisce bene e quando non finisce bene, spero di non essere lì”.



