Magenta, accordo Carabinieri-ASST al Fornaroli: una guardiola in ospedale come punto d’appoggio operativo
Magenta, ospedale Giuseppe Fornaroli: Carabinieri e ASST Ovest Milanese hanno firmato un accordo per destinare ai militari un locale interno, così da gestire con più rapidità e riservatezza interventi e ascolto dei testimoni. Il punto d’appoggio nasce nella guardiola dell’ex Pronto soccorso e non sarà un presidio fisso: servirà come base operativa per le pattuglie del nucleo radiomobile e per la Stazione di Magenta, spesso chiamate in ospedale per emergenze e situazioni di tensione. La firma è arrivata nel pomeriggio di martedì 15 dicembre, alla presenza di autorità del territorio.
🚔 La guardiola dell’ex Pronto soccorso e l’accordo di comodato
L’intesa, un comodato d’uso gratuito tra amministrazioni pubbliche, mette a disposizione dei Carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso e in particolare delel radiomobili e della Stazione di Magenta un locale nelle pertinenze del Fornaroli. Durante l’incontro delle 15, il Tenente colonnello Emanuela La Rocca, comandante del Gruppo di Rho,in rappresentanza del generale di Brigata Rodolfo Santovito, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, ha partecipato alla firma insieme ai rappresentanti della direzione sanitaria.
Il presidio ospedaliero, con Pronto soccorso attivo 24 ore su 24, è il riferimento principale per il territorio e registra un grande afflusso di utenti: da qui, spiegano, le frequenti richieste di intervento rivolte all’Arma. Il locale non diventa una caserma dentro l’ospedale: è un punto di appoggio utilizzabile dagli equipaggi quando vengono chiamati, per accogliere e gestire le situazioni in modo più ordinato e con la riservatezza necessaria per pazienti, familiari e personale.
🚔 “Circa 14 interventi al mese”: tempi, tensione e riservatezza
Durante la presentazione, il Tenente Colonnello La Rocca ha quantificato gli interventi dei Carabinieri al Fornaroli in circa 14 al mese, “uno ogni due giorni”. Non sempre si tratta di interventi che richiedono azioni fisiche: in molti casi la tensione, le urla e persino le aggressioni si possono prevenire e disinnescare con la calma e gestione del contesto, evitando di alimentare ulteriormente l’agitazione.
Uno dei punti pratici riguarda proprio lo spazio: in corridoio o in aree affollate, una perquisizione o un confronto possono diventare complicati, oltre che esporre le persone a stress e reazioni imprevedibili. Avere un luogo appartato permette di svolgere verifiche, raccogliere testimonianze e verbalizzare con maggiore tranquillità, riducendo i “tempi morti” che, in un’emergenza, possono incidere anche sulla sicurezza degli operatori e dei militari intervenuti.
🚔 Le aspettative dei cittadini e l’organizzazione degli interventi
Il sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, ha sottolineato che i cittadini chiedono spesso risposte immediate in tema di sicurezza e si domandano, davanti a un’emergenza, dove siano le forze dell’ordine, ma non sempre possibile, e che un aumento dela coscienza, ed educazione civica, permetterebbe di . Gli interventi dei politici, come quello dell’on. Maerna, del consigliere regionale Christian Garavaglia, e dei tecnici come il dottor Casazza dell’Asst, hanno tutti sottolineato l’importanza della sicurezza nella vita odierna e di come sia difficile trovare sempre nuovi modi per diminuire il rischio.
In questo quadro, il punto di appoggio in ospedale è stato presentato come uno strumento di ottimizzazione: con una media di intervento ogni due giorni, l’obiettivo dichiarato è rendere più tempestiva ed efficace l’accoglienza delle richieste e lavorare in condizioni più adeguate quando serve ascoltare persone, raccogliere elementi e gestire episodi che possono coinvolgere anche microcriminalità e conflitti in area sanitaria. Ora l’accordo è operativo: il locale potrà essere utilizzato dagli equipaggi quando necessario, in base alle chiamate e alle esigenze e nel contempo, ci sarà un occhio in più anche sul parcheggio antistante l’ospedale.



