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La fiera del Bue Grasso tra bollito e slogan: a Nizza Monferrato allevatori e animalisti faccia a faccia

A Nizza Monferrato, nel weekend del 6 e 7 dicembre 2025, la Fiera del Bue grasso e del Manzo di razza piemontese ha richiamato allevatori, visitatori e un presidio di animalisti. La manifestazione zootecnica, giunta alla 19ª edizione, ha riempito piazza Garibaldi con i “giganti bianchi” di razza piemontese, le bancarelle dei produttori agricoli e il tradizionale pranzo con il Gran bollito al Foro Boario. In mezzo alle bancarelle e agli stand, un gruppo di attivisti ha contestato l’evento con slogan e striscioni contro l’allevamento e la macellazione dei bovini, attirando l’attenzione del pubblico e degli organizzatori.

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Una tradizione zootecnica nel cuore del Monferrato

La Fiera del Bue grasso di Nizza Monferrato è una delle vetrine principali per la razza bovina piemontese e per la zootecnia del sud Astigiano. In piazza Garibaldi sono stati esposti i capi provenienti dalle aziende agricole del territorio, valutati da una giuria tecnica, mentre nel cortile della cascina e negli spazi adiacenti sono comparsi anche piccoli animali da cortile, bancarelle di prodotti tipici, macchine agricole e stand informativi. La due giorni ha proposto, tra le altre iniziative, il mercatino dei produttori locali e il Gran bollito di Bue grasso al Foro Boario, pensato per valorizzare la carne di qualità e la filiera corta che lega allevamenti, macellerie e ristorazione locale.

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La fiera rientra nel calendario delle manifestazioni agroalimentari del Monferrato, in un’area riconosciuta dall’Unesco per il paesaggio vitivinicolo e per i prodotti tipici. Per il Comune e le associazioni di categoria è anche un momento di promozione turistica: la presenza di pubblico da fuori provincia si somma al giro d’affari legato alla ristorazione, alle macellerie e all’indotto agricolo, con ricadute economiche che superano la sola giornata di festa.

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Animalisti in piazza durante l’esposizione

Accanto alla sfilata dei capi e alle premiazioni, l’edizione di quest’anno è stata segnata dal presidio di un gruppo di animalisti che ha contestato apertamente la Fiera del Bue grasso. Gli attivisti si sono posizionati in prossimità dell’area della manifestazione con cartelli, slogan e azioni di disturbo rivolte contro l’uso degli animali a fini alimentari e contro la macellazione dei bovini esposti. La protesta si inserisce in una lunga serie di iniziative analoghe che da anni accompagnano le principali fiere del bue grasso piemontesi, con campagne social, appelli al boicottaggio e richieste di superare gli eventi centrati sugli animali da carne.

Durante il presidio, i manifestanti hanno criticato il modello di allevamento intensivo e il consumo di carne, puntando il dito anche contro l’aspetto “folcloristico” della sfilata dei capi sul ring. Sul posto la fiera è proseguita regolarmente, mentre dagli allevatori e dalle associazioni agricole sono arrivate reazioni in difesa del lavoro delle aziende e del ruolo economico e sociale della zootecnia sul territorio.

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Cia Piemonte difende gli allevatori e il made in Italy

Dal palco della Fiera del Bue grasso è intervenuto il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, che ha replicato alle contestazioni del gruppo di animalisti. Rivolgendosi agli allevatori presenti, Carenini ha invitato il mondo agricolo a non farsi intimidire, sottolineando come le famiglie che lavorano nelle stalle e nelle aziende agricole contribuiscano ogni giorno a rendere grande il made in Italy e l’economia locale. «Andiamo avanti tutti insieme con le nostre tradizioni, non dobbiamo avere paura di nessuno» ha ribadito, definendo “vergognoso” chiamare in causa chi lavora nel rispetto delle regole per garantire qualità e sicurezza alimentare.

Nel suo intervento, il presidente regionale ha ricordato che la zootecnia è da sempre una colonna portante dell’agricoltura piemontese, non solo per la produzione di carne ma anche per il mantenimento del paesaggio rurale e della rete di imprese che ruota intorno agli allevamenti. Carenini ha inoltre richiamato il ruolo degli agricoltori come “primi custodi dell’ambiente e della natura”, rimarcando che il benessere animale e la sostenibilità sono ormai elementi centrali nelle scelte produttive delle aziende associate.

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Presenze istituzionali e ricadute sul territorio

Accanto a Carenini erano presenti anche il direttore di Cia Alessandria Asti, Paolo Viarenghi, e il vicepresidente Amedeo Cerutti, a testimoniare il sostegno dell’organizzazione agli allevatori impegnati nella fiera. La partecipazione delle istituzioni agricole alla Fiera del Bue grasso viene letta come un segnale di continuità nella difesa delle produzioni locali di qualità, in un contesto di costi di allevamento in crescita e di mercato in evoluzione. Per Nizza Monferrato, l’evento rappresenta ogni anno una vetrina significativa non solo per la carne di razza piemontese, ma anche per i vini e i prodotti tipici che caratterizzano il territorio.

Il confronto tra le posizioni del mondo agricolo e quelle dei gruppi animalisti sembra destinato a proseguire anche nelle prossime edizioni. Da un lato gli allevatori rivendicano tradizioni, lavoro e presidio del territorio; dall’altro gli attivisti chiedono un ripensamento radicale del rapporto con gli animali e del modello alimentare. La Fiera del Bue grasso di Nizza Monferrato, tra premi alle migliori carni e cartelli di protesta, si conferma così uno degli specchi in cui si riflettono le tensioni e le trasformazioni dell’agroalimentare piemontese.

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Redazione CNNZ

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