Marcallo con Casone. L’incerto futuro del Campo da tennis tra bandi sbagliati, affidamenti impossibili e tavoli d’oro al parco
A Marcallo con Casone, nel consiglio comunale di martedì 25 novembre 2025 alle 21, è tornato al centro del dibattito il campo da tennis comunale: da una interrogazione del gruppo di minoranza sono venuti alla luce una serie di errori e incongruenze, tali da mettere l’amministrazione Coatti su una cocente graticola. Lo si è notato anche dell’atteggiamento di sindaco, assessori, consiglieri, e anche della segretaria comunale. Per tutta la seduta, a parte mentre parlavano, hanno assunto un atteggiamento di protezione e preoccupazione, tenendo le mani ben strette davanti alla bocca, mentre, stando dalla parte del pubblico, era impossibile non notare le tante gambe accavallate e incrociate sotto ai tavoli che si muovevano a ritmo, irrequiete e ansiose.
L’amministrazione ha infatti risposto di aver partecipato a un bando regionale per finanziare metà delle spese di ristrutturazione, mentre il gruppo di minoranza “Marina Roma Sindaco” ha contestato l’impostazione del percorso, richiamando il bando andato deserto in estate e la proposta di gestione avanzata dalla società sportiva Edes, giudicata piena di criticità.
Il bando regionale e l’avviso andato deserto in estate
Rispondendo a una interrogazione della minoranza, la giunta ha confermato che il Comune ha partecipato a un bando di Regione Lombardia chiedendo un contributo pari a circa la metà del costo complessivo degli interventi previsti sul campo da tennis e sugli impianti collegati, in particolare la caldaia. In aula è stato ricordato che, a luglio, il bando di manifestazione di interesse per la gestione dell’impianto era andato deserto. Secondo quanto emerso nel dibattito, il bando di allora conteneva clausole considerate insostenibili elemento che avrebbe scoraggiato le possibili candidature.
Dopo l’esito negativo dell’avviso pubblico, l’amministrazione guidata dal sindaco Fausto Coatti ha comunque cercato realtà disponibili a prendere in gestione il campo. Tra i soggetti contattati ha risposto la società sportiva dilettantistica Edes, che ha inviato una proposta articolata di riapertura e gestione dell’impianto.
La proposta Edes e le osservazioni della minoranza
Nella documentazione inviata al Comune, Edes stima una serie di costi straordinari per riportare operativo il centro sportivo: pulizie, sgombero delle attrezzature, lavori sul verde, interventi sugli impianti, ripristino del campo in terra rossa coperto e del campo da beach volley, per un totale indicativo compreso tra 14.000 e 16.500 euro a proprio carico, senza considerare un’eventuale sostituzione completa del bruciatore della caldaia. La società propone una gestione biennale dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2027, con un canone annuo di 7.000 euro e una serie di condizioni economiche legate al rimborso delle spese straordinarie e alle modalità di svolgimento dei lavori
Tra i punti evidenziati nel documento figurano, ad esempio, la richiesta di recupero delle spese straordinarie di ripristino qualora il centro dovesse chiudere per lavori strutturali durante la stagione, il rimborso completo dell’importo investito a fronte di interventi di manutenzione straordinaria e l’inserimento, nella futura convenzione, di un titolo di precedenza per la stessa Edes nella gestione successiva del centro sportivo.
In consiglio, il capogruppo di “Marina Roma Sindaco” ha chiesto che l’amministrazione non accetti una simile impostazione, sottolineando che prevedere un diritto di precedenza nella gestione e riconoscere rimborsi automatici su lavori da realizzare è in in contrasto con l’obbligo di affidare il servizio tramite un bando pubblico aperto a tutti i soggetti interessati.
A quel punto ha preso la parola, in modo inconsueto per Marcallo con Casone, la segretaria comunale Annichiarico, che ha preso il microfono, e la parola, dalle mani del sindaco Coatti, sottolineando che se un’azienda chiede qualcosa non è detto che la ottenga. In realtà si comprende bene il motivo per cui la Edes ha scritto quella clausola.
Investimenti, tempi di rientro e priorità di spesa
Un altro punto sollevato dalla minoranza riguarda la coerenza tra la partecipazione al bando regionale e la struttura della futura convenzione di gestione. Se da un lato il Comune chiede a Regione Lombardia un contributo per coprire metà della spesa di ristrutturazione del campo da tennis e della caldaia, dall’altro lato, nel bando per la gestione, le stesse voci di spesa sembrano essere poste a carico del futuro gestore. Nel dibattito è stato definito un controsenso, perché le stesse opere finirebbero per essere considerate contemporaneamente a carico del finanziamento pubblico e a carico del soggetto privato che subentrerà nella gestione.
I tavoli bianchi del parco di villa Ghiotti. Costo? 24mila euro
In queste ultime settimane si è parlato del parco di villa Ghiotti, una realtà importante nelle politiche di preservazione degli ecosistemi naturali della zona e dei tavoli di gesso che sono stati inseriti dall’amministrazione coatti w non si può fare a meno di notare che la stima di Edes per il ripristino del campo da tennis è intorno ai 15.000 euro, mentre recente determina dell’Area tecnica dimostra che l’amminsitrazione Coatti per l’acquisto di arredo urbano – tavoli da pic nic e ping pong – da collocare al “Parco Ghiotti” di via Vitali, ha speso di 24.400 euro, Iva compresa.
Con una cifra inferiore a quella già impegnata per i tavoli sarebbe stato possibile riportare pienamente in funzione il campo da tennis comunale, mentre i tavoli, se acquistati con prodotti standard della grande distribuzione, avrebbero avuto un costo indicativamente molto più basso. circa 400 euro l’uno, rispetto ai 24.400 euro autorizzati dalla determina. La questione è un esempio di scelte politiche e gestionali . Si potrebbe pensare, al di là delle sfortunate scelte economiche, che l’amminsitrazione Coatti preferisce le attività sedentaria su tavoli anti ecologici all’esercizio di attività sportive sana, come il tennis.
La valutazione di un esperto di settore, inviata alla nostra redazione, per il gestore di un impianto come i campo da tennis di Marcallo con Casone, sarebbe molto difficile rientrare dagli investimenti in un periodo inferiore ai dieci anni di convenzione. Un orizzonte temporale troppo breve rischia, come è successo, di rendere poco appetibile la gestione, soprattutto se il gestore dovesse farsi carico in autonomia di interventi strutturali significativi e interrompere le attività a causa di ristrutturazioni da parte del comune.


