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25 novembre. Riflessioni sulla giornata contro la violenza sulle donne

Bastasse un articolo, una foto o un flash mob, per fermare la violenza sulle donne, avremmo già vinto.  Purtroppo non basta, non bastano i talk show, i manifesti per le strade e i titoli di giornale che, immancabilmente giorno dopo giorno ci ricordano che un’altra donna non ce l’ha fatta. Ho scattato questa foto nella zona industriale in cui lavoro, rendendomi conto solo successivamente che è l’immagine tipica usata per la sensibilizzazione di questo triste argomento. 

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Mentre cercavo la luce giusta per lo scatto, non l’ho associata a qualcosa di brutto; qui ha l’abitudine di appartarsi ogni genere di coppia. Quelle dell’amore rubato tra due amanti, quello lecito e romantico tra due fidanzati, quello di chi in realtà il proprio corpo lo baratta per arrivare a fine mese. È stato solo dopo che ho pensato a chissà quante, scappando, scalciando e difendendosi da un uomo violento, una scarpa l’hanno persa.

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Non per forza una scarpa di questo tipo, elegante e dal tacco alto, tipicamente femminile. Molte probabilmente hanno perso una scarpa da tennis, magari all’uscita da scuola, al rientro dagli allenamenti di pallavolo, o mentre cercavano di lasciare un fidanzato invadente, al quale nessuno ha insegnato che nella vita si può anche perdere. Altre addirittura erano in casa, magari comodamente in ciabatte, nel posto in cui ci si sentivano più al sicuro accanto al proprio marito.

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L’errore commesso? Nessuno se non quello di aver permesso a chi stava loro accanto, di superare nel tempo il confine del rispetto e dell’amore. Il corretto atteggiamento mentale e il l’attenzione verso il prossimo non dovrebbero essere materie da insegnare, dovrebbero essere insite in ognuno di noi e ognuno di noi dovrebbe essere promotore sempre, e non solo in seguito ad un femminicidio, dell’amore e del rispetto della vita.

Come ogni anno ci saranno cortei ed eventi a cui partecipare in molte città, ci saranno servizi al telegiornale, elenchi con date, nomi ed età di chi ha perso la vita per mano, molto spesso, di chi diceva di amarle. Ricordiamo il numero verde 1522, servizio messo a disposizione  della Presidenza dei Ministri e Dipartimento delle pari Opportunità, totalmente gratuito e attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, nato per supportare sotto il profilo psicologico e giuridico chi si trova vittima di atti di violenza.

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Laura Tosi

Sempre alla ricerca di stimoli creativi, sensibile e instancabile, scrivo per passione.

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