Controllo del vicinato. Il successo di Ossona
A Ossona, all’auditorium “Unità d’Italia” di via Dante Alighieri, più della metà dei 67 iscritti al Controllo del vicinato si è ritrovata giovedì 13 novembre alle 18.30 per il primo anniversario del progetto. L’incontro pubblico, patrocinato dal Comune di Ossona, ha fatto il punto su dodici mesi di sicurezza partecipata: un lavoro silenzioso, fatto di segnalazioni e attenzione quotidiana, che punta a prevenire furti, truffe e piccoli reati prima che accadano.
In sala era presente l’amministrazione comunale con il consigliere di maggioranza Elia Savio, mentre il comandante della Polizia Locale Giuseppe Versetti, annunciato nella locandina, non ha potuto partecipare. Al suo posto erano presenti due degli agenti della polizia locale di Ossona e Santo Stefano. A raccontare numeri, casi concreti e prossimi passi sono stati i coordinatori ddi Ossona Pierluigi Falvo (Ossona) e Fausto Benzi (Cuggiono, Controllo del vicinato). Prossimo obiettivo? Arrivare a 100 iscritti e coprire almeno la metà del paese. Ora, ad un anno dalla nascita, si è a più del 30 % delle vie del paese interessate al progetto.
🚓 Controllo del vicinato, come funziona davvero a Ossona
Il Controllo del vicinato è aperto a tutti i residenti: non prevede ronde o interventi diretti, ma semplicemente l’abitudine a osservare ciò che accade sotto casa e a segnalare tempestivamente situazioni sospette alle Forze dell’Ordine o alla Polizia Locale, o nel dubbio al coordinatore del comune. Le chat whatsapp di zona servono a condividere informazioni in modo ordinato e verificabile. Il risultato, per definizione, si misura soprattutto in quello che non succede: furti che non avvengono, truffatori che rinunciano a passare, auto sospette che si allontanano.
E’ un po’ il limite di questo tipo di attività. Il Successo si può misurare solo in tranquillità riconquistata sul lungo periodo e difficilmente si ottengono risultati eclatanti. In un paese come Ossona, storicamente sfruttato da diversi e numerosi tipi di microcriminalità, costruire questa rete di attenzione reciproca è diventato un pezzo importante della strategia di prevenzione.
🚓 L’arrotino segnalato più volte e poi identificato
Tra gli esempi portati alla serata c’è il caso dell’arrotino che continuava a girare per il paese. Più aderenti al Controllo del vicinato insospettiti da passaggi ravvicinati e ripetuti, hanno segnalato la presenza del furgone nelle chat del gruppo. La Polizia Locale ha raccolto le informazioni, ha seguito per un tratto il mezzo e ha proceduto all’identificazione del soggetto. Durante la riunione è stato spiegato che dai controlli sono emersi precedenti di rilievo, confermando la fondatezza dei dubbi dei cittadini.
Insomma, aveva un curriculum tale che, più che coltelli, ci si poteva aspettare che arrotasse le lime per segare le sbarre delle prigioni. Non ha però commesso reati, ed è stato allontanato dal paese. Un caso concreto di come una semplice segnalazione possa trasformarsi in uno strumento utile per chi deve occuparsi professionalmente ogni giorno della sicurezza del territorio.
🚔 Dalla targa in chat al sequestro di droga a Cuggiono
Un altro episodio raccontato dal coordinatore Pierluigi Falvo riguarda una targa annotata al volo. Alcuni aderenti al Controllo del vicinato hanno notato un’auto i cui occupanti, in zona, erano stati visti mentre cedevano droga. La targa è stata subito segnalata ai carabinieri. Quel dato, incrociato con altre attività investigative, ha contribuito a individuare una banda di spacciatori e a un sequestro importante di stupefacenti a Cuggiono. Anche in questo caso il ruolo dei cittadini non è stato quello di “fare i poliziotti”, ma semplicemente di osservare, prendere nota e affidare l’informazione a chi ha gli strumenti per interpretarla, inserirla in un contesto più ampio ed intervenire in sicurezza.
🚓 Discarica di materiale edile scoperta grazie alle segnalazioni
Nel bilancio dell’anno è rientrato anche il tema dell’abbandono di rifiuti. Diversi componenti del gruppo hanno segnalato una discarica abusiva di materiale edile su un terreno privato. Le segnalazioni ripetute, con indicazioni precise sulla zona, sono state inoltrate agli enti competenti e hanno permesso di accendere i riflettori su una situazione che rischiava di passare inosservata. Il messaggio, ribadito durante la serata, è che anche l’ambiente rientra nella sicurezza quotidiana di un paese.
🚓 Sicurezza partecipata: meno emergenze e più prevenzione
Nel finale Falvo ha ricordato lo spirito del progetto del Controllo del vicinato: non sostituirsi alle Forze dell’Ordine, ma affiancarle. I cittadini non sono chiamati a intervenire, bensì a segnalare e a non girarsi dall’altra parte. In questo modo si riduce il numero di interventi in emergenza e si permette di usare meglio le risorse pubbliche, concentrandole dove servono davvero. Partecipare al Controllo del vicinato, bisogna sottolinearlo, significa contribuire in prima persona alla difesa del proprio paese e del bilancio della comunità: perché, anche sulla sicurezza, prevenire è sempre meglio che curare.

