Da Santo Stefano Ticino ad Arluno, i carabinieri hanno “pettinato” gli spacciatori di campagna
Operazione dei carabinieri tra Santo Stefano e Arluno per sradicare i primi segni di spaccio nelle campagne attraversate dalle piste ciclabili. Il 30 ottobre i carabinieri dei Corbetta con l’ausilio di altre squadre dei carabinieri della compagnia di Abbiategrasso hanno effettuato un’ operazione di perlustrazione a pettine nelle campagne attraversate dalle piste ciclabili che vanno da Santo Stefano Ticino ad Arluno. Si tratta di una tipologia di perlustrazione che non ha un obiettivo preciso, ma è finalizzato allo sradicamento delle situazioni di illegalità quando sono ai loro inizi, e che riguardano specialmente lo spaccio di droga e l’insediamento di spacciatori fissi con accampamenti e nascondigli all’interno di zone poco frequentate, come sono, per l’appunto, le campagne.
Non è una operazione che passa inosservata. Infatti le segnalazioni di persone che volevano sapere cosa stava succedendo, dato che hanno visto molte auto dei carabinieri parcheggiate nei pressi dei luoghi perlustrati, sono state diverse. Non ultime quelle dei sindaci di Corbetta e di Santo Stefano Ticino che hanno utilizzato le informazioni che sono arrivate loro per farne dei post su Facebook. Libera scelta, ma sono informazioni cui manca capo e coda, cioè la spiegazione dello scopo e il risultato.
Lo scopo
Lo scopo di queste operazioni non è infatti il ritrovamento di droga o armi. Nessuno potrebbe aspettarsele. Gli spacciatori hanno anche loro gli occhi e vedono arrivare le luci blu dei carabinieri. Quando le vedono, se ne vanno. Generalmente si spostano nella direzione opposta al punto da cui arrivano le pattuglie. Sul terreno rimangono però importanti tracce della loro presenza. In questo caso sono state trovate tracce degli accampamenti, bossoli di fucili da caccia e qualche proiettile.
In genere, prima ancora di iniziare questo tipo di operazioni, dall’altra parte, nel punto opposto della direzione di marcia dei carabinieri, si appostano altri militari, spesso in borghese, che documentano la fuga e la direzione degli spacciatori. In questo caso il punto di arrivo era la fine delle piste ciclabili ad Arluno, zona Famila. Ci sono diversi modi di intervenire. Fermare gli spacciatori, anche solo per controllare i documenti, è tempo perso. Però le riprese video delle loro facce, possono essere passate in certi software in grado di identificarli. Non è la sola strategia utilizzata.
Insomma, anche se sono cosciente che questo paragone farà infuriare parecchio certi tipi di benpensanti, la perlustrazione a pettine è un po’ come passare la pettinina nei capelli quando si ha il sospetto di aver preso i pidocchi. Si eliminano le uova e, se gli animaletti tornano, ( tornano sempre) si sa già dove trovarli, chi sono e cosa vogliono fare.
Il risultato
Anche se nell’immediato non ci sono ritrovamenti di chilogrammi di cocaina, hashish ed eroina, le droghe che nelle nostre zone vanno per la maggiore, questo genere di operazioni è quello che da i maggiori risultati, perchè applicano tattica e strategia, e puntano in prospettiva all’eliminazione del problema prima che diventi troppo difficile da eradicare.
La si potrebbe intendere anche come una “scopa” oltre che come “pettinata”, dato che la stazione ferroviaria di Santo Stefano era già stata presa di mira da spacciatori che si erano spostati da quella di Rogoredo e da quella del piazzale di viale Certosa, a Milano, mentre quelle due stazioni erano sotto forte pressione delle FFo. C’era stata una operazione, lo scorso agosto, che aveva portato all’arresto di uno spacciatore, cui erano state sequestrati 2kg di droga e 9000 euro in contanti.



