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L’ Abazia di Morimondo ha festeggiato il suo compleanno

Milano, Abazia di Morimondo. Una delle più belle abazie romaniche del mondo, che custodisce capolavori e testimonianze storiche così preziose da essere effettivamente invalutabili, ha compiuto 891 anni. Il 4 ottobre 1134 dodici monaci, guidati dall’abate Gualchezio, lasciarono Morimond in Francia e arrivarono nel piccolo paese di Coronate per fondare il monastero di Morimondo. Tra i nomi dei pionieri figurano Gualtiero, Ottone, Algisio, Guarnerio, Arnoldo, Enrico, Frogerio, Pietro, Bertramo, Petrus Niger e altri due che sono rimasti ignoti. In origine la comunità contava pochi religiosi, ma rapidamente divenne vivace e in espansione, tanto da poter inviare gruppi di monaci a fondare altre abbazie divenute poi importanti: Acquafredda (1143) e Casalvolone (1169).

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la scala Rho b&b

L’opera dei monaci, chiamati dai Signori, costruì i paesaggio che ancora oggi vedete nelle campagne. Erano esperti nella bonifica delle paludi e nel governo dei fiumi. Facevano con la terra quello che oggi gli ingegneri fanno con il cemento, e gli ingegneri di oggi lavorano ancora su ciò che hanno costruito i monaci ieri e l’altro ieri. Le lanche del Ticino, che tendevano ad impaludarsi, sotto le loro mani sapienti diventavano ricche terre coltivabili.

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📜 Biblioteca e lavoro monastico

La cultura era tutta nelle loro mani. Sin dai primi anni, la vita del monastero fu intensa. Lo scriptorium produsse numerosi codici, rispondendo alle esigenze di studio e preghiera secondo la Regola di San Benedetto. Contestualmente, i lavori di costruzione del complesso e la gestione di vaste proprietà agricole portarono l’Abbazia a gestire fino a 3.200 ettari, diventando un polo culturale e produttivo per il territorio.

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⚔️ Saccheggi e ostacoli esterni

La “pax monastica” non durò però a lungo. Morimondo, situata tra Milano e Pavia, fu al centro di conflitti militari e politici. La ricchezza creata con il lavoro ha bisogno di libertà ed è spesso vista come un pericolo. Le prime devastazioni arrivarono con Federico Barbarossa nel 1161. Successivamente, le dispute ecclesiastiche con la pieve di Casorate ritardarono i lavori della chiesa abbaziale fino all’intervento di papa Alessandro III nel 1182. Nonostante ciò, i cantieri proseguirono, e nel 1200 la chiesa era già a metà della costruzione.

⛪ L’apogeo della comunità

Durante il periodo di massimo splendore, la comunità dell’Abazia di Morimondo contava circa 50 monaci coristi e 200 monaci conversi. Tutti i settori – dallo studio allo scriptorium, dalla foresteria all’agricoltura – erano al massimo della produttività e della vitalità. I monaci benedettini plasmarono la Lombardia, creando un miracolo della cui ricchezza godiamo ancora oggi.

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💥 Saccheggi fatali

Il 3 dicembre 1237 un saccheggio devastò l’Abazia di Morimondo e causò numerose vittime. Altri saccheggi nel 1245 e 1266 impedirono alla comunità di riprendersi completamente. I lavori dell’abazia terminarono solo nel 1296, quasi due secoli dopo la fondazione. Nel XIII Secolo, l’arrivo dei nuovi ordini mendicanti portò a un calo delle vocazioni dei monaci conversi, con conseguente riduzione del lavoro agricolo, che iniziava ad essere affidato ai contadini che vivevano nei villaggi, cui i monaci avevano insegnato a coltivare la terra divenuta ricca e fertile dopo le bonifiche Villaggi che cominciavano a vivere un’età d’oro di prosperità. I frati dell’abazia , continuarono a studiare vivere, insegnare e arricchire il monastero.

Il coro ligneo dell’ Abazia di Morimondo

il coro ligneo dell’abbazia di Morimondo e stato realizzato nel 1522 da Francesco Giramo e rappresenta la vivacità che permeava l’abazia ancora alla fine del rinascimento. Il 3 dicembre 2022 ha festeggiato, con una serie di iniziative culturali, i 500 anni dell’unica opera nota dello scultore nativo di Abbiategrasso. Anche se non famoso come altri, il coro è considerato una delle opere più significative realizzate fra il 1400 e il 1500

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La madonnina da 1 miliardo di lire

L’abazia di Morimondo fu al centro di un furto in epoca moderna. Nel 1974 una Madonnina , posta al centro dell’acquasantiera che si trova all’interno della chiesa, fu rubata. Solo in quel momento, il pubblico scoprì il suo incredibile valore, circa un miliardo di euro. Si trattava di una rara statua cinquecentesca che rappresentava la Madonna che sorreggeva il bambino Gesù sull’anca, e per questo definita “ancata”. E’ un modo di prendere in braccio i bambini molto popolare ancora oggi, ma poco spirituale. La madonnina testimoniava un realismo proprio solo del rinascimento. Era in marmo bianco.

Nessuno sapeva nulla su quella madonnina, negli anni ’70, ma tutti i bambini della provincia di Milano che facevano la prima comunione e la cresima andavano un pomeriggio, insieme ai genitori e ai catechisti, ad un ritiro spirituale all’ Abazia di Morimondo. Quindi tanta gente andava a visitare quei luoghi sacri, e forse fra loro c’era qualcuno che aveva visto il valore della statua e capito che poteva portarla via senza problemi, come infatti successe.

Non è più stata ritrovata. Dopo 50 anni le speranze di una restituzione spontanea sono decisamente poche, e nel 2023 è stata creata una copia in marmo rosa del Portogallo dallo scultore Giorgio Gagliardi, collaboratore della fabbrica del Domm, che ha raccontato anche delle difficoltà di reperire un modello. Di quella madonnina esistono cartoline e foto, ma poche che la mostrassero in ogni suo particolare.

La vita nell’ Abazia di Morimondo di oggi

Abazia di Morimondo, rievocazione storica

Oggi l’ Abazia di Morimondo e i suoi immediati dintorni sono spesso sede di feste e iniziative culturali, oltre che religiose. Giornate di studio, rievocazioni storiche e laboratori didattici relativi al medioevo e al rinascimento, visite guidate attraverso la storia del monastero e delle opere d’arte che custodisce nel piccolo ma bellissimo museo.

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