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Ossona, Mirella Home ancora chiuso: salta la riapertura promessa, clienti infuriati

Nonostante la promessa fatta e il cartello sulla cler che annunciava la riapertura per il 18 ottobre, il centro estetico Mirella Home di Ossona è rimasto chiuso. Andrea Albanese, il titolare, aveva fissato diversi appuntamenti con le clienti che avevano acquistato e già pagato in anticipo i pacchetti di trattamenti, ma quel giorno le serrande non si sono alzate. La vicenda del Mirella Home sembra una specie di telenovela in cui alla fine di ogni puntata si pone una nuova aspettativa: Riaprirà? Non riaprirà? Quando riaprirà?

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Chi aveva ri-prenotato, convinto che l’attività fosse pronta a ripartire il 18 ottobre, si è trovato invece davanti alle solite serrande chiuse e nessuna spiegazione, se non un messaggi circolari che dicono che non dipende dalla volontà del titolare del Mirella home. Anche la nostra redazione aveva ricevuto conferma diretta dal titolare della riapertura, promessa che però non è stata mantenuta. Sul fatto che non dipenda dalla sua volontà è possibile credere. Siamo sicuri che se potesse, riaprirebbe. Quel che sfugge è il motivo per cui , pur sapendo che non può riaprire a breve, programmi gli appuntamenti e inneschi queste aspettative.

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📱 Il messaggio del titolare

Alle richieste di chiarimento sulla mancata riapertura, Andrea Albanese non ha risposto nel merito ma ha inviato un messaggio WhatsApp chiedendo di oscurare i post e i commenti dei clienti pubblicati nei gruppi Facebook locali. Nel messaggio, che non può essere pubblicato integralmente, Albanese sostiene che la visibilità dei messaggi lo avrebbe portato a un forte disagio psicologico e a uno stato depressivo.

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Il titolare accusa inoltre gli amministratori dei gruppi di contribuire a questo “malessere” permettendo la pubblicazione dei commenti, sostenendo che tutto ciò starebbe mettendo a rischio la sua salute. In poche parole, prova a fare – come si dice in dialetto milanese – “il piagnina”.

💸 I clienti non ci stanno

Il problema, però, è che mentre il titolare si lamenta dei commenti sui social, continuano a circolare offerte e pacchetti scontati a nome del centro, e i clienti non sanno come recuperare i soldi spesi o ottenere i trattamenti già pagati. Molti, che avevano ricevuto la disdetta degli appuntamenti riprogrammati proprio il giorno della presunta riapertura, hanno espresso la loro rabbia e delusione. La situazione, già complessa per la procedura legale in corso, rischia di peggiorare con il passare dei giorni.

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⚖️ L’avvocato e l’udienza

L’avvocato indicato da Albanese come suo difensore e che abbiamo interpellato, ha confermato che l’udienza per l’istanza di annullamento della liquidazione giudiziale è fissata per il 6 novembre, che per ora il tribunale non si è espresso e che i tempi della sua decisione non sono determinabili. Quindi è giusto presumere che fino a che il tribunale non si esprimerà, i beni del centro estetico restano in una sorta di congelamento, inclusi gli epilatori laser e le attrezzature utilizzate per i trattamenti.

Solo dopo l’udienza e la pronuncia del tribunale, si capirà se ci saranno sviluppi concreti e se le clienti potranno sperare di rivedere almeno una parte dei soldi investiti nei pacchetti oppure di poter avere i trattamenti stessi. Nell’attesa, i peli , e la rabbia, delle clienti continuano a crescere…

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