Cornaredo, smascherato il “GPS fantasma”: recuperati 300mila euro in mezzi rubati
Spoofing GPS, il GPS fantasma, per nascondere i mezzi rubati. Un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato del commissariato di Rho e della Polizia Locale di Cornaredo ha permesso di recuperare un bottino di circa 300mila euro in mezzi da cantiere rubati lo scorso 23 settembre a un’azienda di scavi e movimento terra. Il colpo aveva fruttato ai ladri due autocarri, una vibrofinitrice, uno stendi asfalto, un rullo compressore e un mezzo di compattazione, tutti spariti nel nulla in una notte.
A farli ritrovare è stato il segnale GPS di uno dei veicoli, anche se la tecnologia non ha reso il lavoro semplice: il sistema di tracciamento era finito sotto un sofisticato “GPS spoofing”, una tecnica informatica che falsifica le coordinate geografiche per depistare le forze dell’ordine. Ma il tentativo di camuffamento non ha fermato gli agenti del Commissariato di Rho-Pero e la polizia Locale di Cornaredo, che hanno incrociato i dati e battuto palmo a palmo l’area segnalata.
🚓 L’indagine nella zona industriale
Le ricerche si sono concentrate nell’area industriale di via Copernico a Cornaredo, dove – dietro un grande cancello al civico 16 – gli agenti hanno scoperto tre capannoni contigui e un cortile usato come parcheggio. All’interno erano nascosti proprio i mezzi spariti due settimane prima. Durante l’ispezione, però, è spuntato anche dell’altro: una carcassa di Fiat Panda risultata rubata e almeno sette altre scocche di autovetture, tutte accatastate e in pessime condizioni. Gli investigatori stanno ora verificando la provenienza dei veicoli e se l’area fosse utilizzata come base logistica per un giro più ampio di ricettazione di mezzi pesanti e auto.

👮♂️ Un colpo di squadra contro la tecnologia criminale
L’intervento congiunto tra Polizia di Stato e Polizia Locale ha mostrato l’efficacia della cooperazione sul territorio. Gli investigatori stanno ora cercando di identificare chi avesse in uso i capannoni e chi gestisse materialmente il traffico dei mezzi rubati. La tecnologia del GPS, anche se manipolata, si è rivelata decisiva: le tracce residue inviate dal sistema di localizzazione hanno guidato gli agenti fino al deposito. Dopo la restituzione, i mezzi sono tornati nelle mani del legittimo proprietario, un imprenditore che potrà finalmente riprendere l’attività sospesa dal furto. Le indagini proseguono per chiarire la rete di collegamenti e risalire ai responsabili del furto, che potrebbero aver agito con competenze informatiche tali da falsificare i segnali satellitari per ostacolare le indagini.

