A Ossona sparisce di nuovo la lampada votiva dal cimitero. Anche i morti non hanno pace e hanno bisogno dell’antifurto
Ieri pomeriggio, domenica 5 ottobre, una donna vedova e sua figlia sono andate come sempre al cimitero di Ossona, in viale Europa, per portare un saluto al marito e padre scomparso. Ma davanti alla tomba hanno trovato la sorpresa che ha causato l’ennesima amarezza: la lampada votiva, appena sostituita dopo un primo furto, era sparita di nuovo. I ladri non si sono accontentati del rame, ma hanno portato via anche la lampadina contenuta all’interno.
“È la seconda volta che ci succede” – racconta la donna, ancora scossa – “Avevamo comprato questa lampada nuova per sostituire quella rubata pochi mesi fa. Ora basta: non la metteremo più. Ci limiteremo a un lumino di plastica, di quelli che costano poco. Non posso continuare a spendere oltre cento euro ogni volta che qualcuno decide di profanare la tomba di mio marito.”
💔 Furti nei cimiteri: dolore e rabbia
Dietro un gesto apparentemente “minore”, c’è una crudeltà difficile da spiegare. Rubare rame da un cimitero non è solo un reato contro la proprietà: è una ferita inflitta a chi soffre, a chi ogni settimana si reca a ricordare un affetto perduto. “È allucinante” – commenta la figlia – “non si può più fare un gesto di ricordo senza che qualcuno, senza rispetto né per i morti né per i vivi, rovini tutto. È una staffilata al cuore.”
Questi episodi non sono isolati. Negli ultimi anni, in molti paesi del milanese, le lampade votive e i vasi in rame, ma anche grondaie e statue, dei cimiteri sono diventati bersaglio dei ladri. Il rame, venduto al mercato nero, vale pochi euro al chilo, ma il danno per chi subisce il furto è ben più profondo: affettivo, simbolico e morale.
🕯️ Quando anche la memoria diventa un bersaglio
Per ora la vedova ha deciso di non sostituire più la lampada. “Metterò un lumino semplice, con la fiamma viva ogni volta che vado a trovare mio marito, e chiuderò il contratto della luce votiva.,” dice con rassegnazione. Ma la delusione resta. Perché in un cimitero, dove si va per ricordare, non dovrebbe esserci spazio per la paura di un nuovo furto. A Ossona come in tanti altri paesi, chi deruba le tombe continua a colpire nel silenzio, lasciando dietro di sé un vuoto che non è solo materiale. Un gesto piccolo, forse, ma che pesa come un macigno su chi già vive nel dolore.
⚡ Il paradosso dell’oro rosso e il devastante progetto Ranteghetta della Sorgenia
E c’è anche un altro paradosso in questa storia, che colpisce l’intera comunità di Ossona, ma non solo quella. In un territorio dove c’è chi ruba impunemente pochi euro di rame al cimitero si parla di installare a terra pannelli solari da milioni di euro, con chilometri di cavi di rame. Davvero qualcuno pensa che certi ladri, disposti a rubare una lampada votiva da una tomba, si fermeranno davanti a un campo pieno di rame e metallo? Una riflessione amara ma realistica, che tocca un nervo scoperto. I furti di rame, ribattezzato “oro rosso”, sono una piaga diffusa in tutta Italia: colpiscono linee ferroviarie, scuole, aziende.
