Origini dell’uomo, il Poster dell’antropologa Antonia Bertocchi al congresso di Cagliari: il ruolo di Paranthropus e Homo habilis
Dal 16 al 19 settembre 2025, a Cagliari, si è svolto il 26° Congresso dell’Associazione Antropologica Italiana (AAI) e l’84° Congresso della Unione Zoologica Italiana (UZI), un’occasione di confronto tra scienziati, ricercatori e appassionati di evoluzione umana e animale. Tra i numerosi interventi, particolare interesse ha suscitato la presentazione di un poster dell’antropologa Antonia Bertocchi, che ha esposto una teoria evoluzionista sorprendente, centrata sull’origine del Philum umano e sulle connessioni tra Paranthropus Boisei, Homo habilis e il Genere Homo.
Nella Rift Valley
Secondo Antonia Bertocchi, nella Rift Valley si sarebbero incontrate e ibridate specie robuste e specie gracili di ominidi, in fuga dalle catastrofi tettoniche e bio-climatiche della regione. L’autrice individua in Paranthropus boisei (certamente) e in Homo habilis (altamente probabile) gli antenati del nostro Philum, sostenendo che furono proprio questi incontri sessuali a trasmettere al genere Homo l’Herpes genitale. Le evidenze scientifiche a supporto di questa ipotesi includono studi di datazione recenti e la presenza in uomini moderni di caratteristiche parantropoidi, come il cranio ovale oblungo, che segnano un’eredità genetica inequivocabile.
Ripensare al cespuglio evolutivo
Questa prospettiva consente di ripensare il concetto tradizionale di “cespuglio evolutivo”, con la successione diretta tra Australopiteco gracile (Afarensis, come Lucy) → Australopiteco robusto (Paranthropo) → Genere Homo, con due linee evolutive: una darwiniana che conduce a Neanderthal e l’altra che segue la Macroevoluzione Neotenica, ovvero la nostra. Bertocchi non attribuisce automaticamente la qualifica di “Sapiens” a questa linea, evidenziando la propensione attuale della nostra specie a distruggere ecosistemi e sistemi sociali attraverso ecocidio, etnocidio e conflitti, accelerando il rischio di estinzione e innescando processi di disumanizzazione (Bertocchi, 2022).
Il Poster firmato dell’antropologa Antonia Bertocchi presentato al congresso di Cagliari
Riaprire l’orizzonte del futuro
Per contrastare questa deriva, l’antropologa propone di rafforzare gli strumenti di autoconoscenza e di analisi critica, bonificando le “Patologie dell’epistemologia” secondo le istruzioni di Bateson (Bateson, 1976- 1997) attraverso approcci antropologici integrati con la Teoria Neotenica. Questo percorso, secondo Bertocchi, può aiutare i giovani a riaprire l’orizzonte del futuro e a comprendere realisticamente le possibilità e i limiti della nostra specie.
Nuove chiavi di lettura
Le riflessioni dell’antropologa Antonia Bertocchi si inseriscono in un quadro più ampio di studi evoluzionistici e antropologici, che comprendono ricerche recenti sul DNA dei Neanderthal e le implicazioni cognitive per la nostra specie (Casanova & Feltus, 2025, Trevor Cusin e altri 2025), oltre alle riflessioni classiche sull’ecologia della mente e sul paradigma perduto della natura umana (Bateson, 1976; Morin, 1974). La presentazione del Poster al congresso di Cagliari ha mostrato come l’integrazione tra genetica, paleoantropologia e teoria Neotenica Macroevolutiva possa offrire nuove chiavi di lettura sull’origine e il destino dell’umanità.
Fonti principali:
- Casanova E., Feltus A. (2025) “Il DNA dei Neanderthal e la nostra mente”, Le Scienze, marzo 2025, p.51
- Bateson G. (1976) Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano – “Patologie dell’epistemologia”, Parte 6, pp. 498-515
- Bateson G. (1997-2010) Una sacra unità: altri passi verso un’ecologia della mente, Adelphi, MilanoBertocchi A. ( 2003) :“Il ruolo della Neotenia umana, nella variabilità genetica e culturale” relazione presentata al XV Congresso A.A.I. sul tema: “Variabilità umana e storia del popolamento in Italia”, Università di Chieti, 28-30 Settembre 2003– ATTI pubblicati da Edigrafital, Teramo 2005).Bertocchi A. (2022) I frutti dell’Ecologia della mente, A.A.I., Chieti Museo Universitario
- Morin E. (1974) Il Paradigma perduto. Che cos’è la natura umana?, Bompiani, Milano
- Trevor Cousins, , Aylwyn Scally & Richard Durbin (2025 -A structured coalescent model reveals deep ancestral structure shared by all modern humans – Published online: 18 March 2025—rad.it.Trevor Cousins, Trad.it.Un modello strutturato a coalescenza rivela una profonda struttura ancestrale condivisa da tutti gli esser umani moderni-Genetica della natura 2025-D01-10.1038/s41588-025-02117-1.

