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NMS verso lo smantellamento: 73 licenziamenti e ombre geopolitiche sul polo di ricerca oncologica di Nerviano

Il futuro della ricerca oncologica italiana passa da Nerviano, ma oggi è più incerto che mai. Sono 73 i lavoratori della Nerviano Medical Sciences (NMS) coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo avviata nei giorni scorsi. La conferma è arrivata durante un’assemblea sindacale molto partecipata, in cui è emerso che le lettere di licenziamento potrebbero partire entro 75 giorni, al termine del periodo di consultazione previsto dalla legge. Se non si troverà un accordo, il rischio è lo smantellamento di un centro che rappresenta un punto di riferimento per la ricerca oncologica nazionale e internazionale è certo.

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A complicare la situazione è la posizione della proprietà, il fondo cinese Pag, che ha escluso il ricorso ad ammortizzatori sociali come la cassa integrazione. Una scelta che rende ancora più pesante l’impatto immediato dei tagli. Intanto lo stato di agitazione proclamato dai ricercatori rimane attivo, e i sindacati non escludono nuove iniziative: presìdi, manifestazioni o scioperi. Inquietante è anche il fatto che la proprietà cinese della NMS ha annunciato proprio un mese fa l’apertura dei una filiale a Shangai che si prepara ad “arruolare” pazienti. Chiude in Italia e apre in Cina per appropriarsi del Know How e soprattutto dei brevetti? Il dubbio è più che lecito da quello che si sa in questo momento.

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🚔 Sindacati e istituzioni in campo. La battaglia dell’on. Fabrizio Cecchetti

Le sigle sindacali hanno ribadito la necessità di difendere un centro di eccellenza che non riguarda solo i 73 ricercatori direttamente coinvolti, ma anche le altre realtà del sito di Nerviano, come Accelera e NerPharma, da cui dipendono decine di posti di lavoro. Proprio su NerPharma circolano voci di una possibile cessione. Sul fronte politico, l’onorevole Fabrizio Cecchetti (Lega) ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri delle Imprese e del Lavoro.

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Dopo un’iniziativa presentata lo scorso luglio, Cecchetti ha richiamato nuovamente l’attenzione del Governo chiedendo ammortizzatori sociali, politiche attive di ricollocazione e misure di rilancio aziendale.

“Dopo l’interrogazione parlamentare dello scorso luglio, sono tornato a sollecitare il Governo con una nuova iniziativa sul caso della Nerviano Medical Sciences, perché la situazione si è ulteriormente aggravata. Non siamo più di fronte a un rischio, ma a lettere di licenziamento ormai pronte che colpiscono decine di ricercatori e dipendenti. Una decisione gravissima che non solo mette a repentaglio il futuro di centinaia di famiglie, ma rischia di cancellare un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello nazionale e internazionale”

“La battaglia per salvaguardare i posti di lavoro e difendere la ricerca oncologica di Nerviano non inizia oggi ma la porto avanti da anni, già da quando sedevo in Consiglio regionale della Lombardia. È inaccettabile che la proprietà, il fondo cinese PAG, decida di interrompere la ricerca lasciando decine di famiglie senza tutele. Le istituzioni devono reagire con forza e intervenire subito per garantire il futuro dei lavoratori e preservare un patrimonio scientifico unico per la sanità e per l’intero settore farmaceutico italiano”.

“Il Governo deve ora impegnarsi con tutti gli strumenti a disposizione per trovare una soluzione concreta e condivisa, che tuteli i lavoratori e le loro famiglie, difenda la ricerca e garantisca la continuità di un’eccellenza come Nerviano Medical Sciences. È inaccettabile che un’eccellenza scientifica venga messa in ginocchio da un fondo che non offre alcuna tutela ai lavoratori”.

🔬 Un patrimonio scientifico da difendere

NMS è una delle poche aziende italiane specializzate nella ricerca oncologica, con un focus particolare sulle malattie rare. In questi anni ha contribuito a sviluppare cure innovative che rappresentano un patrimonio non solo per la Lombardia, ma per tutto il Paese. Lo smantellamento del centro metterebbe a rischio la possibilità di portare avanti progetti scientifici fondamentali, riducendo la capacità dell’Italia di essere protagonista nella ricerca sul cancro.

🇨🇳 L’espansione in Cina: la filiale di Shanghai

Proprio mentre in Italia si discute di licenziamenti e tagli, lo scorso 1° agosto NMS ha annunciato l’apertura di una nuova filiale a Shanghai. La società ha presentato la nascita di Nerviano Medical Sciences (Shanghai) Ltd., con un team clinico e di sviluppo già operativo per gestire sperimentazioni e partnership strategiche nel settore oncologico. Si è detta pronta ad “arruolare” pazienti, come fossero cavie da usare e non persone la cui vita ha un valore inestimabile.

Secondo l’amministratore delegato Hugues Dolgos, l’obiettivo è sfruttare l’ecosistema biotecnologico asiatico e accelerare lo sviluppo dei propri farmaci innovativi, in particolare dei coniugati anticorpo-farmaco (ADC). A guidare la filiale cinese è Dadong Li, affiancato dal medico-scienziato Yaling Huang. Una scelta che apre interrogativi sull’impegno del gruppo in Italia, mentre qui si prospetta lo smantellamento di un polo storico e di eccellenza, che ha effettuato le scoperte scientifiche chei cinesi hanno portato a Shangai, e che apre la strada a moltissimi dubbi, specie sull’intenzione del governo cinese di diventare proprietario delle scoperte scientifiche italiane, escludendo di fatto al povera gente dalle cure.

🌍 L’ombra geopolitica dietro la crisi

Il ruolo del fondo cinese Pag infatti apre una riflessione più ampia. Non si tratta soltanto di una vertenza occupazionale: la scelta di abbandonare un centro strategico potrebbe essere letta anche in chiave geopolitica. La Cina, che già in passato è stata accusata di scarsa trasparenza nella gestione della pandemia da Covid-19, oggi si muove in un contesto internazionale delicato, schierandosi al fianco della Russia nelle tensioni economiche e di sicurezza internazionale. Anche le sue politiche in Africa stanno causando diversi problemi.

In questo scenario, la decisione di smantellare un polo di ricerca italiano di eccellenza rischia di diventare un segnale preoccupante, che va oltre i 73 licenziamenti annunciati. È in gioco non solo il destino di decine di famiglie, ma anche la capacità del nostro Paese di garantire cure innovative per i malati oncologici. La vicenda NMS si inserisce quindi in un quadro più ampio di equilibri economici e politici che meritano l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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