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Quante sono le violenze sessuali che avvengono a Milano e in provincia?

Non sappiamo quante siano le violenze sessuali che avvengono a Milano e in provincia. Come giornalisti dobbiamo affidarci a caso, istinto e a una buona dose di spregiudicatezza per riuscire ad avere, e a scrivere, una notizia che è invece fondamentale per la sicurezza delle donne, e anche degli uomini. Se le possibili vittime fossero informate adeguatamente sulle possibilità di incontrare un mostro mentre vanno e tornano dal lavoro, o escono per i fatti loro, in stazione, per strada, sul treno o da altre parti, avrebbero un incentivo per stare attente, per non fidarsi, per proteggersi.

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Invece queste notizie vengono avvolte da un silenzio colpevole, che viene giustificato dalla necessità di proteggere l’identità della vittima. Invece della vittima, però, in questo modo si protegge l’autore. Lo stupro, la violenza sessuale, sono atti che suscitano nelle persone per bene un senso di orrore. La richiesta di punizioni estreme per chi se ne rende colpevole è naturale, ed è logico e normale che la politica colga il sentimento Comune, che tenti di risolvere il problema

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Cecchetti (Lega): “Violenza inaudita a San Zenone al Lambro: serve giustizia immediata”

È l’occasione della notizia di San Zenone, che è riuscita a superare il muro di gomma costruito intorno a queste notizie, e di cui parlavo nel paragrafo precedente, che ha infatti provocato la reazione dell’on. Fabrizio Cecchetti, Deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.

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“Ancora una violenza assurda a San Zenone al Lambro, dove una ragazza di 18 anni è stata aggredita e violentata in stazione. Episodi del genere sono inaccettabili e richiedono una risposta immediata: più sicurezza, più controlli e pene certe. Per chi commette questi reati immondi noi della Lega chiediamo la castrazione chimica.”

Io sono d’accordo

Sono d’accordo anche io sull’obbligo di castrazione chimica e su un lungo periodo di rieducazione per chi ha tendenza a trasformare un atto di profonda empatia fra esseri umani, come quello sessuale, in un atto di profonda ed estrema sopraffazione e umiliazione. Oltre a ciò che soffre la vittima è anche uno schiaffo al nostro livello di civiltà. Il problema, però, è prendere questi personaggi.

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La cattura

In realtà le forze dell’ordine riescono sempre a catturare questi mostri. Prima o dopo commettono un errore e la loro identità salta fuori. Che siano ripresi dalle numerose telecamere di sicurezza o qualche testimonianza li inchiodi, ha poca importanza: vengono sempre presi. Il problema è il “quando”. Alla clinica Mangiagalli sono conservati i dna di tutti gli stupratori che hanno agito a Milano e provincia negli ultimi 20 anni circa. Attendono, congelati, che si riesca a riconoscere il proprietario.

Quando viene arrestato uno stupratore il suo dna viene confrontato con la banca dati della Mangiagalli e inevitabilmente si scopre che aveva compiuto altri stupri. Di questi stupri precendenti spesso i giornalisti non avevano saputo nulla perchè la notizia non era stata divulgata. Io mi chiedo, invece, quante donne si sarebbero salvate se le notizie sugli stupri fossero state divulgate con i particolari salienti dell’aggressore, che includono etnia, età, segni particolari e tutto quello che può servire alle donne per decidere di essere prudenti.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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