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Milano. Ormai non sono più rapinette. I maranza sono passati ai tentati omicidi

Si è diffusa, con la cattura dei responsabili, la notizia del tentato omicidio a martellate avvenuto lo scorso 5 luglio nel pieno centro della Milano, durante una di quelle che chiamano rapinette, cioè furti che diventano rapine perché la vittima reagisce e il rapinatore, invece di lasciar perdere e scappare come fanno di solito, insiste e aggredisce fisicamente la vittima.

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Vi è una doppia gravità in questi atti. Il primo è quello della responsabilità personale dei rapinatori pronti ad uccidere per un orologio, la seconda è sociale perché da non si possono più considerare questi atti come rapinette casuali, ma vanno prese in tutta la loro gravità. Lo scippo, il furto con strappo, sono reati contro la personale potenzialmente, e sempre più spesso anche realmente, pericolosi per la vittima.

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Non è facile da scrivere quel penso, ma i cittadini, su cui si fa sempre pressione perchè non si armino e che si tenta di tenere calmi con i panegirici sulla insicurezza percepita, che sarebbe più alta della insicurezza reale, farebbero invece bene a dotarsi di strumenti efficienti per l’autodifesa. Non si sa mai quando potrebbero servire, in una città come Milano, dove i maranza spaziano dai quartieracci al centro città, e sono diventati uno dei principali problemi di sicurezza.

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Fabrizio Cecchetti: “i cittadini sanno”

Della situazione si è accorta anche la politica. Il depurato Fabrizio Cecchetti ha commentato al situazione con queste parole. ” Non siamo più davanti a episodi isolati né relegati alle periferie. Ormai la violenza dilaga ovunque, dalle piazze dei quartieri fino al cuore di Milano, sotto al Duomo. È inaccettabile che un ragazzo venga preso a martellate in testa in pieno centro solo per un orologio.

La sinistra continua a negare l’evidenza, ma i cittadini sanno bene che la città non è più sicura. Salta un altro tassello della favola della ‘Milano bella e green’ di Sala: le priorità della sinistra sono state bloccare il traffico a chi lavora, realizzare ciclabili ideologiche e non sempre sicure, e un’urbanistica finita dentro logiche poco chiare che hanno causato molti problemi a tanti milanesi in attesa delle loro case ora bloccate. La Lega e il Governo sono in prima linea per garantire più forze dell’ordine, più controlli e una vera tolleranza zero contro chi semina paura e degrado”

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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