Economia e lavoroBoffalora sopra Ticino

Chiuso dopo 125 anni il salumificio Venegoni

A Boffalora sopra Ticino cala il sipario sul salumificio Venegoni, una delle realtà produttive più antiche e conosciute della zona, con oltre 125 anni di storia alle spalle. Una chiusura arrivata all’improvviso, che lascia senza lavoro una ventina di dipendenti e apre la strada a una procedura di liquidazione giudiziale destinata a coinvolgere non solo lo stabilimento, ma anche la villa padronale della famiglia.

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Le testimonianze degli operai, rimasti fino all’ultimo giorno in reparto, parlano di incredulità. I giornali hanno raccontato che secondo loro non c’è stato nessun crollo improvviso delle vendite o scandali aziendali, ma un insieme di errori gestionali: un passaggio generazionale mal pianificato e una rete di distribuzione troppo frammentata per garantire margini adeguati. Una combinazione che ha finito per minare la redditività dell’azienda, già in sofferenza da tempo. Tutto sembra indicare una realtà che ha puntato lo schema produttivo al “chilometro zero” e alla qualità, ma non ha potuto averla vinta sull’industrializzazione e su prezzi bassi della grande distribuzione del mercato del cibo.

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La crisi economica e liquidazione giudiziale dello storico salumificio Venegoni di Boffalora sopra Ticino

I bilanci del Salumificio Venegoni raccontano una realtà in difficoltà. Nel 2022 il fatturato era sceso a circa 12,4 milioni di euro, con perdite nette superiori ai 17 milioni. Negli anni successivi non c’è stato alcun miglioramento e il tentativo di salvataggio tramite concordato preventivo è stato rigettato. Una cosa che il tribunale fallimentare fa spesso, lasciando gli imprenditori che presentano conti che fanno vedere un futuro negativo e impossibile da sostenere, ad affrontarne le conseguenze da soli. Anche l’acquisizione da parte di MP Srl, che avrebbe dovuto garantire continuità all’azienda, non si è mai concretizzata.

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Il 10 marzo 2025 il Tribunale di Milano ha dichiarato ufficialmente la liquidazione giudiziale del Salumificio Venegoni, nominando curatore e giudice delegato. Il 25 giugno si è tenuta la prima udienza con i creditori, senza prospettive di rilancio. A inizio luglio la gestione subentrata ha interrotto ogni attività, lasciando i venti dipendenti a casa. Oggi vivono di sussidi e della Naspi, in attesa di capire se troveranno nuova occupazione in un territorio già segnato da altre crisi industriali.

L’asta

Oltre ai macchinari e agli spazi produttivi, nella procedura rientra anche la storica villa di famiglia, simbolo di un’epoca in cui il marchio Venegoni rappresentava una garanzia di qualità per il mercato lombardo e nazionale. La residenza sarà battuta all’asta il 7 ottobre 2025 con una base fissata a 495mila euro, mentre per lo stabilimento le procedure sono in fase di definizione. Una vendita che sancisce definitivamente la fine di un pezzo di storia economica locale.

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Un marchio che ha fatto la storia del territorio

Il salumificio Venegoni è nato nel 1900 dalla Trattoria dei Cacciatori di Antonio Venegoni, e ha rappresentato per oltre un secolo un punto di riferimento per la produzione di salumi tipici. Cresciuto di pari passo con lo sviluppo industriale lombardo, ha dato lavoro a generazioni di famiglie del paese e del circondario. Oggi, il nome del Salumificio Venegoni resiste solo nella memoria dei dipendenti e dei clienti affezionati. La chiusura non è soltanto una perdita economica, ma anche sociale.

Per i cittadini di Boffalora sopra Ticino resta l’amaro in bocca. La speranza è che la lunga storia non sia dispersa , ma possa almeno lasciare un’eredità culturale e di memoria. Perché un’azienda che ha saputo attraversare due guerre, cambi di mercato e trasformazioni del settore meriterebbe una fine diversa da quella che oggi si consuma tra procedure legali e capannoni vuoti.

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