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Milano, sospesa la licenza al “Life Club”: risse, aggressioni e feriti davanti alla discoteca di viale Pirelli

Il “Life Club” di viale Piero e Alberto Pirelli a Milano dovrà restare chiuso per 15 giorni. Il Questore Bruno Megale ha disposto la sospensione della licenza ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., dopo una serie di interventi della Polizia di Stato che hanno messo in luce episodi violenti e situazioni di pericolo legate al locale. La decisione è stata notificata ieri pomeriggio dagli agenti del commissariato Greco Turro al titolare dell’attività.

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I controlli al Life Club erano iniziati a metà maggio 2025, quando i poliziotti erano intervenuti in viale dell’Innovazione per un’aggressione. Sul posto avevano trovato due persone ferite, entrambe di ritorno da una serata trascorsa al “ Life Club ”. Una delle vittime era stata colpita con uno spray urticante da un addetto alla sicurezza del locale. Poco dopo, le due erano state raggiunte da un gruppo di avventori che le aveva aggredite per futili motivi. Una settimana più tardi, sempre gli agenti di Greco Turro erano intervenuti nei pressi della discoteca per una lite tra donne, scattata per motivi di gelosia. Una delle protagoniste aveva riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

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👮‍♂️ Polizia in azione: risse e feriti fuori dal locale

L’8 giugno i poliziotti erano stati chiamati di nuovo, questa volta per una rissa tra più avventori del Life Club. Sul posto avevano trovato numerosi cocci di bottiglia sparsi sul marciapiede e sulla strada, a testimonianza della violenza dello scontro.Il 15 giugno si erano verificati altri due episodi nella stessa giornata: prima una lite tra due donne, poi l’aggressione a un uomo trovato steso a terra e ferito durante il deflusso dal locale. Secondo i primi accertamenti, l’uomo sarebbe stato colpito senza apparente motivo da sei persone.

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👮‍♂️ La decisione del Questore sul Life Club

Il “Life Club” non è nuovo a provvedimenti simili. Già nel 2024, sotto una precedente gestione, era stato destinatario di una sospensione della licenza per problematiche analoghe. L’accumulo di episodi recenti ha portato il Questore a firmare il nuovo decreto, che mira a tutelare la sicurezza dei cittadini e a contrastare i fenomeni di criminalità legati alla movida milanese.

Le correlazioni fra locali pubblici e reati di disturbo alla quiete pubblica e a i fenomeni di microdelinquenza

In molti pensano che non sia colpa del gestore dei locali pubblici, bar ma anche gli altri negozi di vicinato, se nelle vicinanze si creano disordini, ma non è così. La gestione di un luogo pubblico prevede delel responsabilità penali. Ad esempio, servire ancora da bare a chi è già ubriaco è un reato disciplinato dal codice penale. L’art. 691 prevede l’arresto da tre mesi a un anno per i baristi, ma vale per tutti, che danno da bere alcool agli ubriachi e il mantenimento della tranquillità è una delle responsabilità del gestore.

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Se questo non avviene e i vicini di casa si lamentano o le pattuglie che passano notano tafferugli, o spesso devono intervenire per risse o feriti, il questore può subentrare ai doveri del gestore del locale e chiuderlo per 5, 10 o 15 giorni. Può sospendere la licenza anche per un mese se le indagini effettuate dalle forze dell’ordine giudicano la situazione molto grave. Uno dei sintomi è la presenza continuata di persone che vivono di delinquenza. per questo una delle discriminanti su cui si basano le richieste di chiusura è la presenza di metà degli avventori già colpiti da precedenti penali, al momento del controllo.

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Redazione CNNZ

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