Lavoro nero e caporalato a Baranzate: maxi-multa da mezzo milione di euro per 3 cinesi
Un caso di lavoro nero, anzi, nerissimo, in laboratorio tessile in cui cinesi irregolari venivano fatti vivere e lavorare in condizioni di semi schiavitù è stato scoperto dai carabinieri. Nella mattinata di giovedì 21 agosto, a Baranzate, i Carabinieri della Compagnia di Rho hanno effettuato un controllo mirato in via Montespluga, in un capannone industriale, a più piani, a Baranzate. L’operazione, condotta insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano, rientrava in un servizio straordinario contro l’immigrazione irregolare. All’interno della struttura, i militari hanno trovato 28 cittadini di origine cinese.
7 di loro sono risultati irregolari sul territorio nazionale. Si tratta di cinque uomini tra i 28 e i 55 anni e due donne di 25 e 40 anni, tutti senza fissa dimora e domiciliati nello stabile ispezionato. Per loro è scattata la denuncia in stato di libertà per violazione delle norme sull’immigrazione.
🚔 3 aziende tessili abusive nel capannone
Durante i controlli, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno scoperto che nel sito operavano tre società tessili prive di qualsiasi autorizzazione. I titolari, tre cittadini cinesi di 51, 48 e 42 anni, sono stati denunciati per diversi reati. Secondo gli accertamenti, avevano alle proprie dipendenze lavoratori senza permesso di soggiorno e favorivano la loro permanenza illegale in Italia. Inoltre, li impiegavano in condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno: il fenomeno è noto con il nome di “caporalato” e rientra in quella specifica di reato, ma le condizioni di questo tipo di lavoro nero sono perfino peggiori di quelle che si è abituati a considerare “caporalato”.
🚔 Sospensione immediata e maxi-sanzioni
I militari hanno riscontrato anche gravi irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre alla mancata tracciabilità delle retribuzioni, in violazione della legge 205/2017. Le tre attività sono state sospese sul posto e i titolari colpiti da sanzioni amministrative per un totale di quasi mezzo milione di euro.


