Ossona. Ore 15. Allarme scomparso per Francisco Chavez Salinas. Elicottero, droni e sommozzatori in azione
Nel primo pomeriggio, intorno alle 15, Francisco Chavez Salinas, 55 anni circa, salvadoregno residente da tempo a Ossona, non si è presentato all’appuntamento fissato con i suoi nuovi colleghi. Avrebbero dovuto vedersi alle 7 per firmare un contratto di lavoro, ma Francisco non è mai arrivato. I colleghi, preoccupati, si sono diretti verso il posto dove sapevano che stava dormendo da qualche tempo: quel lembo di terra tra i canali secondari del Villoresi, lungo la pista ciclabile che collega Ossona a Santo Stefano Ticino e Marcallo con Casone, all’altezza del ponte della TAV.
Chi lo ha visto?

È lo stesso ponte dove, solo pochi giorni fa, qualcuno ha causato lo straripamento del canale d’irrigazione buttandoci dentro una rotoballa. In quell’area, vicino al punto in cui Francisco era solito lavarsi, i colleghi hanno trovato la sua bicicletta, le scarpe, il cellulare, il passaporto e le borse con i suoi vestiti. Lo hanno chiamato più volte, ad alta voce, sperando in una risposta. Poi hanno chiamato il 112.
Attivato il protocollo “dispersi” per Francisco Chavez Salinas : ricerche a tappeto lungo i canali
Le ricerche sono partite subito, secondo il protocollo previsto per i dispersi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Rho, un elicottero dei vigili del fuoco, un’ambulanza della Croce Bianca di Sedriano, i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso e della stazione di Corbetta, insieme agli agenti della Polizia Locale di Ossona e Santo Stefano Ticino e al personale del consorzio del canale Villoresi.
I punti centrali dell’intervento sono stati due: il punto di ultimo avvistamento — dove sono stati ritrovati gli effetti personali di Francisco Chavez salinas— e il probabile punto di riaffioramento, da cui sono iniziate le ricerche a terra lungo i canali. Decisivo il supporto degli uomini del Consorzio Villoresi, che per tutta la giornata hanno affiancato i vigili del fuoco fornendo mappe, percorsi e informazioni tecniche sulla rete irrigua. Sin dalle prime ore, l’elicottero ha sorvolato la zona, seguendo il corso delle rete di canali, senza trovare nulla.
Anche sommozzatori e droni: battute tutte le piste
Nel tardo pomeriggio, quando ogni altra pista era stata esplorata, sul posto è arrivata anche una squadra del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) dei vigili del fuoco di Milano. Alcuni sommozzatori si sono immersi nei canali, ispezionando con cura le tombinature e i salti d’acqua lungo il percorso, ma anche in questo caso non è emerso alcun segnale della presenza di Francisco Chavez Salinas.
È stato effettuato anche un tentativo con i droni, che hanno perlustrato le aree verdi adiacenti alla pista ciclabile, sorvolando anche i prati dove il maringon — il granoturco — è già alto. L’ipotesi, in quel caso, era che Francisco Chavez Salinas potesse essersi allontanato per un malore o per un bisogno fisiologico e fosse rimasto lì, incapace di chiedere aiuto. Ma anche queste ricerche hanno tuttedato esito negativo.
L’ultimo avvistamento: “Ci vediamo domani alle sette, mi raccomando”
I carabinieri, mentre proseguono le ricerche, hanno avviato anche le indagini per chiarire cosa possa essere successo. Dalle testimonianze raccolte, l’ultima volta in cui Francisco Chavez Salinas è stato visto risale alla sera del 15 luglio, allo Small Pub di Ossona. Un suo collega lo ha incrociato poco dopo in strada: “Ci vediamo domani alle sette, mi raccomando. Porta i documenti per firmare”, gli aveva detto. Francisco Chavez salinasaveva risposto con un sorriso: “D’accordo, Gringo”. Poi c’è chi lo ha visto allontanarsi in direzione della ciclabile. Da quel momento sembra che nessuno lo abbia più visto.
Un uomo solare, amato da chi lo conosce
Chi conosce Francisco Chavez Salinas lo descrive come una persona allegra, capace di affrontare anche i momenti più difficili con un sorriso. La vita non è stata tenera con lui: ha perso il lavoro, la casa, e dormiva all’aperto, lungo la ciclabile. Eppure non si è mai lasciato spegnere. Suona la chitarra con grande talento, canta canzoni popolari peruviane e messicane, e spesso arrotonda tagliando prati o animando le serate nei locali.
A volte — dicono gli amici — esagera con le bevute fra amici e si lascia trasportare dalla musica, cantando e suonando la chitarra in luoghi e orari non sempre appropriati. Ma la sua indole è buona, e a Ossona in tanti gli vogliono bene. Le ricerche, a oggi, proseguono senza sosta. Sono state sospese per la notte. Domani probabilmente il Consorzio Villoresi farà un altro tentativo, abbassando l’acqua per qualche ora, per dare il tempo ai vigili del fuoco di cercare ancora in ogni anfratto.










