Milano, Guardia di Finanza e Somministrazione illecita di manodopera: nei guai colosso della logistica
Una società milanese del settore trasporti e logistica è finita nel mirino della Guardia di Finanza per un meccanismo illecito che, secondo l’accusa, le avrebbe permesso di risparmiare milioni sui costi del personale, eludendo contributi e imposte. Il sequestro preventivo, disposto d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Milano, ammonta a oltre 43 milioni di euro.
Il sistema delle “società serbatoio”
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, coordinata dalla Procura milanese, l’azienda avrebbe utilizzato finti contratti d’appalto per coprire un vero e proprio sistema di somministrazione illecita di manodopera. I lavoratori, anziché essere assunti direttamente, venivano formalmente impiegati da cooperative o società filtro, che fungevano da intermediari.
Queste realtà, definite “società serbatoio”, non versavano l’Iva né i contributi previdenziali e assistenziali. Il personale continuava però a operare stabilmente per l’azienda principale, che restava il reale beneficiario del lavoro svolto.
Fatture false e frode fiscale
Al centro dell’indagine, una complessa frode fiscale. La società milanese avrebbe utilizzato fatture per operazioni giuridicamente inesistenti, documentando contratti d’appalto fasulli per mascherare quello che in realtà era lavoro subordinato. Una manovra utile per abbattere il carico fiscale, ridurre il costo del personale e non farsi carico delle obbligazioni previste per legge.
Gli inquirenti parlano di un vero e proprio sistema strutturato. La “filiera della manodopera” era articolata su più livelli, con cooperative appositamente create o utilizzate per aggirare i controlli. Le società “filtro”, che facevano da tramite, sarebbero servite solo a schermare la responsabilità diretta dell’azienda committente.
Perquisizioni a Milano e Napoli
Oltre al sequestro, ieri sono state eseguite diverse perquisizioni nelle province di Milano e di Napoli. I controlli riguardano sia le persone fisiche coinvolte (imprenditori, dirigenti e professionisti) sia le società giuridiche utilizzate nella presunta frode.
Sono già state notificate informazioni di garanzia anche per responsabilità amministrativa degli enti, in base alla legge 231, per i reati compiuti dai dirigenti nell’interesse o a vantaggio della società.
Un sistema già visto nel settore
Il caso riporta l’attenzione su un metodo purtroppo diffuso, dove l’esternalizzazione della manodopera attraverso cooperative poco trasparenti consente a certe aziende di comprimere i costi e aggirare vincoli normativi. I lavoratori, spesso in condizioni precarie, si trovano così privi di tutele, senza contributi versati e con contratti fittizi. Il confine tra appalto legittimo e somministrazione illecita è spesso superato consapevolmente, con danni non solo per l’erario ma anche per la concorrenza leale tra imprese.
