Esplosione in centro a Magenta. In 3 fanno il bancomat del banco di Desio. Catturati in flagranza differita
Nella notte fra sabato e domenica , verso le tre, una banda di bancomattari ha fatto saltare in aria il bancomat del banco di Desio , in via Mazzini, a Magenta, poco lontano da piazza Vittorio Veneto. La forte esplosione ha svegliato i residenti della zona. Il colpo è stato così rapido che i bancomattari sono riusciti a fuggire con il bottino prima dell’arrivo del forze dell’ordine.
I carabinieri della compagnia di Abbiategrasso sono arrivati sul posto pochi minuti dopo il fatto. L’esplosione è stata molto forte e ha danneggiato anche la struttura muraria della banca. Gli impiegati della banca stanno facendo la valutazione del bottino, che sarà comunicato fra poche ore, così come le modalità con cui è avvenuto l’arresto dei 3.
Le indagini, in carico alla compagnia di Abbiategrasso, prevedono come sempre l’esame delle immagini delle telecamere di sicurezza e dei varchi stradali e l’apertura di alcuni alert. Un’operazione che viene fatta immediatamente e che serve a individuare il mezzo di trasporto e la tecnica utilizzata, la via di arrivo dei ladri e il percorso della fuga.
Una volta che tipologia di auto in fuga e la sua targa è inserita nel sistema, specie quando i carabinieri hanno accesso diretto alle telecamere dei varchi comunali, sul tablet delle radiomobili in servizio appare il luogo di passaggio dell’auto segnalata. Infatti, in tempo reale e con calma, le radiomobili dei carabinieri di Settimo milanese e quelle della compagnia di Corsico hanno individuato l’auto in fuga. Qualche ora dopo l esplosione, domenica mattina, i 3 bancomattari sono stati individuati e bloccati a Cesano Boscone, ancora in flagranza di reato.
Il modus operandi dei bancomattari
Le bande specializzate in bancomat sono conosciute, e i componenti generalmente appartengono ad una famiglia di nomadi diventati stanziali nella provincia di Bologna. Proprio perché sono conosciuti spesso la difficoltà sta nell’individuare chi ha materialmente partecipato a quale colpo, in modo da poterli accusare personalmente del reato.
Negli ultimi mesi in zona ci sono stati diversi casi, anche a Magenta. Questo potrebbe voler dire che qualcuno dei bancomattari più esperti è uscito di prigione e ha ricominciato la sua attività. La metodologia più comune fra questi malviventi, usata anche a MAgenta, è quella di infilare una scatolina, chiamata marmotta, molto sottile e ripiena di esplosivo, all’interno del bancomat passando dalla fessura da da cui si ritirano le banconote.
Il lato della marmotta che rimane verso l’esterno contiene l’innesco, che consiste in due fili elettrici che vengono collegati alla batteria dell’auto. Quando si accende il motore, la marmotta esplode. Quindi i ladri raccolgono quanto più denaro che possono e in pochi minuti fuggono con l’auto già accesa. Alcuni si spingono anche a chiudere la strada mettendo delle automobili rubate di traverso ai lati delle vie.
I furti con esplosione sono pericolosissimi, si somigliano tutti e li abbiamo descritto molte volte. Si sperava che gli ultimi arresti avessero decimato i bancomattari e che le modifiche tecnolgice dispositivieffettuate ai avessero disincentivato gli autori. Invece pare di no, anche se una volta compiuto il furto, è raro che sfuggano all’arresto.


