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Birra Cannabis. Guerra con il Ministero dell’agricoltura. Riceviamo e pubblichiamo dalla ditta Eurobräu GmbH

Riceviamo e pubblichiamo nella sua interezza il comunicato stampa che è stato inviato dalla società Eurobräu GmbH a proposito della birra senza cannabis del cui sequestro da parte dei carabinieri forestali abbiamo parlato qualche giorno fa, dopo aver ricevuto la notizia dagli stessi carabinieri forestali di Varese. Se era “singolare” un sequestro avvenuto perchè l’ etichetta “prometteva” la cannabis che non c’era, ancora di più lo è la versione che ci racconta l’azienda. Che sia davvero un atto di guerra politica nei confronti di un’azienda che non mette la cannabis nella birra, solo perchè si chiama birra Cannabis? Analizziamo insieme.

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Sono infatti sicura che si tratta di una storia che avrà altri sviluppi, interessanti anche per fare informazione giuridica. L’azienda ci ha fornito sia il testo della denuncia per abuso di potere ceh hanno presentato nei confronti del ministero dell’agricoltura, che è il promotore dell’iniziativa di sequestro, sia i verbali che indicano cosa è successo. La notizia è vera. Le bottiglie di birra sono state sequestrate perchè non contenevano cannabis pur essendoci una foglia somigliante alla Cannabis Sativa sull’etichetta frontale.

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cambiamenti. Social journalism

Cosa dice l’etichetta

cannabis. Birra Cannabis. Guerra con il Ministero dell'agricoltura. Riceviamo e pubblichiamo dalla ditta Eurobräu GmbH - 10/05/2023

il ministero ha respinto la richiesta di dissequestro delle quasi 15mila bottiglie di birra aggiungendo una interpretazione geografica alle sue motivazioni. Infatti adesso il punto del contendere è il luogo di produzione della birra. In qualche modo, dal ministero dell’agricoltura è stato detto che il produttore è in un paese non europeo e che quindi andava indicato il distributore italiano in etichetta. Sull’etichetta è indicato che la birra è prodotta in repubblica Ceca, che è un paese europeo già da diversi anni. Ho pensato che al ministero dell’agricoltura fossero rimasti indietro, nell’informazione geografica, ai tempi del muro di Berlino. Invece pare che, come paese produttore della birra, intendessero la Svizzera, che è invece la sede legale della ditta proprietaria del marchio europeo della birra Cannabis.

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I verbali di sequestro

Roba che quasi non ci si crede, giusto? E’ la prima volta che mi capita di parlare dell’Italia come di uno Stato che non sa bene dove si trova e che sbaglia le indicazioni geografiche. L’Europa e la legislazione europea possono essere complicate, ma al punto di non riuscire a distinguere i paesi? Cosa dirà lo Stato italiano a tutti i cinesi che hanno aperto aziende con sede legale in Cina. per approfittare degli accordi commerciali e tasse basse, ma che poi producono merci in Italia?

Indicano in etichetta il distributore italiano di prodotti esteri? Potrà essere considerata vera la loro dicitura di Made in Italy? Mi sa che così, applicando a tutti la stessa regola applicata alla birra Cannabis, rischia di essere sequestrata mezza Prato, e metà della Chinatown milanese. Nell’attesa che lo facciano ( o non lo facciano) vi lasciamo leggere i verbali di sequestro che si trovano qui sotto. Sono documenti pubblici, in quanto tutte le attività giudiziarie sono pubbliche e possono essere pubblicate con l’accortezza, ovviamente, di nascondere i dati sensibili.

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  • cannabis. Birra Cannabis. Guerra con il Ministero dell'agricoltura. Riceviamo e pubblichiamo dalla ditta Eurobräu GmbH - 10/05/2023
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Il comunicato giunto in redazione

cannabis. Birra Cannabis. Guerra con il Ministero dell'agricoltura. Riceviamo e pubblichiamo dalla ditta Eurobräu GmbH - 10/05/2023

La società Eurobräu GmbH distributrice della birra a marchio registrato e ufficialmente riconosciuto in tutta la Comunità Europea dichiara che la birra a marchio Cannabis Red Power non é stata posta sotto sequestro perché puó indurre in inganno il consumatore ma perchè A PARERE del Ministero dell’Agricoltura la birra viene prodotta in una Nazione extra comunitaria e pertanto in etichetta ci doveva essere l’indicazione del distributore italiano, pertanto le informazioni che vi sono state date sul motivo del sequestro sono errate.

La birra Cannabis Red Power é prodotta ed imbottigliata nella Repubblica Ceca Paese Membro della Comunità Europea, pertanto perfettamente in regola con i Regolamenti in atto.

La Cannabis Red Power é presente sul territorio italiano da 27 anni, ha subito negli anni decine di sequestri da Bolzano a Palermo, tutti aventi esito favorevole alla sua commercializzazione, ora da come sono stati stilati i verbali di sequestro per un lotto di 14’946 bottiglie, a nostro parere risulta esserci esclusivamente un accanimento politico di parte nei confronti del nome e marchio della birra da parte del Ministero dell’Agricoltura presieduto dal Ministro Francesco Lollobrigida. A qualcuno questo Marchio disturba.

Il Ministero dell’Agricoltura non puó porre in atto un sequestro su temi di non di sua competenza (Marchi e Brevetti/Ministero delle Imprese e Made in Italy) mettendo a rischio posti di lavoro e causando gravi danni a terzi. A questo proposito per difendere il proprio diritto, il titolare del Marchio Europeo e Nazionale ha depositato denuncia presso la Procura della Repubblica per « abuso di potere » nei confronti del Ministero dell’Agricoltura.
08.05.2023 Eurobrau GmbH.

La denuncia per abuso di potere

Così siamo a questo punto, con il ministero denunciato alla procura per abuso di potere. Sinceramente le motivazione del proprietario della birra sembrano ottime. E’ una questione anche di libertà personale, di garanzie e diritti costituzionali di tutti i cittadini. Insomma, ci si dovrebbe fidare dello Stato, che sia attento a non fare errori, e che, quando li fa, ponga riparo immediatamente, senza attendere di essere denunciato alla sua stessa procura per abusi, errori o per essersi arrampicato sugli specchi. Soprattutto ci si attende che tratti tutti i cittadini allo stesso modo, con serenità e giustizia.

La cosa peggiore è, infatti, avere il sospetto che vi sia chi usa le istituzioni per condurre guerre personali. Quindi speriamo che il Ministero dell’agricoltura, se intende proseguire su questa strada, colpisca ugualmente e immediatamente anche tutte le altre attività con sede legale Extra Europea che osano produrre beni in Italia o in Europa. Ne vedremo delle belle.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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