Caos Green pass. Lo hanno hackerato alla fonte. Lo ha perfino Adolf Hitler

Green pass. Verso le 12 di oggi Tgcom24 ha lanciato una notizia destinata a distruggere completamente il Green Pass. Qualcuno ha avuto accesso ai codici crittografati che generano il suo QR Code, e li ha usati per generare dei certificati autentici e che superano i controlli durante la lettura da parte delle app, senza che vi sia una corrispondenza con la vaccinazione contro il covid19.

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Per dare una prova della validità del falso documento ne hanno emessi 2 con il nome e l’identità di Adolf Hitler. I 2 green pass, non incrociati con i documenti delle persone che li stavano mostrando, hanno superato ogni prova, nonostante uno riportasse la data di nascita del primo gennaio 1900 (121 anni sono una bella età, per andare a lavorare, anche se vaccinati)

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I falsi green pass erano venduti nel dark web, la rete di server alternativa a internet su cui è possibile comprare ogni cosa e comunicare con chiunque, teoricamente senza controlli. Naturalmente la reti del deep web sono conosciute e già da anni le polizie di mezzo mondo sono riuscite a crackare i loro sistemi ed acquisire le identità di molti dei partecipanti ai forum dove avvengono gli scambi e le vendite che vorrebbero restare segreti.

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Secondo quanto riferito dal quotidiano on line, in questo caso non si sarebbe trattato di hacker nel vero senso della parola, ma chi ha violato il sistema ha avuto un accesso legale ai sistemi informatici e ha ottenuto i codici sorgente dei QR Code destinati ai Green Pass, solo in un secondo tempo questi codici sono stati utilizzati per generare i certificati di vaccinazione falsificati.

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