Caos Green Pass. Movibus sopprime più di 80 corse. Ecco quali

In tilt il trasporto locale a causa del Green Pass. Sono state soppresse 80 corse della Movibus in tutto l’altomilanese. Qui in basso l’elenco di orari di autobus che non ci saranno più. La movibus è l’unica azienda ( un’ Ats) per il trasporto pubblico in più di 69 comuni della provincia milanese.

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C’è qualcosa che non va. I conti non tornano. Il 90% della popolazione lombarda è vaccinata contro il Covid, cioè praticamente tutti, se si considera che i bambini, gli adolescenti, i malati e altre categorie di persone sono esenti. La movibus da oggi ha soppresso ben 80 corse al giorno.

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Il numero di autisti di autobus dell’azienda che non possono lavorare perchè senza green pass supera la media lombarda di lavoratori non vaccinati, che dovrebbe essere vicina allo 0. Oppure, come è facile intuire, le proteste contro l’obbligo di green pass coinvolgono anche tante persone che hanno fatto il vaccino e in realtà si stanno battendo anche per chi il vaccino non può o non vuole farlo, contro l’obbligo di averlo. Obbligo che non temo di definire perlomeno sconsiderato.

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Un veloce calcolo sulle ore di lavoro, infatti, dedotto dalla considerazione che mediamente una corsa di un autobus dura un’ora e che è impossibile che un autista guidi per più di 6 ore consecutive. Per aver cancellato più di 80 corse significa che sono senza green pass almeno 20 autisti sui 180 circa che si muovono lungo le linee di competenza dell’azienda. Un disastro, soprattutto perchè la diminuzione delle corse avviene quando ancora è necessario mantenere un certo distanziamento sociale, e i mezzi pubblici sono sempre stati un problema, da questo punto di vista.

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Di fatto significa che se ci sono meno corse, ci sarà più accalcamento e una grande diminuzione della qualità del servizio di trasporto pubblico nella provincia di Milano. Un disastro su cui possiamo affermare che l’obbligo di Green Pass ha di fatto, in realtà e concretamente aumentato le possibilità di contagio da Covid.

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L’elenco delle corse soppresse

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 5329 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

4 Commenti

  1. Scusi, ma lei fa male i calcoli. Intanto 20 autisti su 180 sono giusto il 10% che manca a livello regionale rispetto alle vaccinazioni. Poi, un autista guida mediamente, effettivamente 5 ore. Ci sono altri tempi accessori nella giornata retribuita. Inoltre, chi protesta, ha la mia solidarieta’. Mi sembra abbastanza sconsiderato che gli autisti dei bus debbano avere necessariamente il green pass mentre chi sale sugli autobus no.

  2. Il conteggio è sui lombardi. Sul 10% di lombardi non vaccinati c’è chi è esente per età ( bambini, adolescenti, e giovani per i quali i turni di vaccianzione si sono aperti da poche settimane e che quindi non hanno la seconda dose) e chi non può effettuare la vaccianzione per motivi suoi di salute. Nessuna di queste categorie può essere mssa fra i lavoratori, specialmente fra glia utisti, se non si considera il fatto che è un diritto del lavoratore, non mettere a conoscenza il proprio datore di lavoro delle condizioni fisiche che non lo inabilitano al lavoro, e la mancanza di green pass non è un fattore che rende inabili al lavoro…

  3. Proprio perché non è obbligatorio che i passeggeri esibiscano il green pass, è opportuno che gli autisti siano vaccinati!!
    È una doverosa protezione per i lavoratori, che sono più esposti al potenziale contagio.

  4. Da quello che so, le vaccinazioni sono dei sistemi per innescare la risposta immunitaria senza prendere la malattia. Cioè se da vaccinati si entra a contatto con i virus, il nostro fisico produce gli anticorpi necessari a debellarli prima che possano aumentare di numero a tal punto da causarci una malattia. Un vaccinato può entrare in contatto con il covid tanto quanto un non vaccinato. Non è una cosa che tamponi o vaccino possono impedire. La differenza sta tutta nella prima volta in cui si entra a contatto con il virus. Se si è vaccinati, il corpo produce anticorpi specifici. Se non si è vaccinati, al primo contatto il corpo è colto impreparato e può darsi che non faccia in tempo a sintetizzare gli anticorpi giusti per difendersi. E’ questione di culo. Gli unici che corrono dei rischi, quindi è chi non si vaccina. Dubito fortemente però che dopo due anni di inferno in cui il virus si è sparso a suo piacimento ci sia ancora qualcuno che possa non averlo mai incontrato. Quindi, secondo me, ora il covid deve essere derubricato allo stesso livello delle influenze stagionali. Se ci sono problemi fisici o malattie che diminuiscono le difese immunitarie è una buona ragione per fare il vaccino stagionale ( e quello delle influenze è sempre quello relativo all’influenza dell’anno prima), altrimenti non serve, anzi si fa danno perchè poi si arriva a dover dipendere dalle vaccinazioni invece avere globalmente, come specie, individui che hanno fisici sani e con sistemi immunitari ben reattivi.
    Sbaglierò, ma secondo me siamo fuori dal tunnel e gli unici che fanno fatica a comprenderlo sono quelli che governano.

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