Fict. Il ministro Lamorgese ha un problema. Le dicono in faccia la verità sull’immigrazione dalla Tunisia

Quando qualcuno dice la verità ad alta voce, magari scrivendola in un lettera indirizzata a un ministro, si ha la sensazione di assistere ad un plateale lancio di un guanto di sfida. La sensazione di assistere ad una sfida è ancora più forte se la verità è lapalissiana, evidente, politicamente scorretta nell’opinione dello sfidato, e universalmente conosciuta.

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Oggi mi è capitata sott’occhio, fra i comunicati inviati alla redazione, questa lettera inviata al ministro Lamorgese. I mittenti sono il Responsabile Delegato, P. Giovanni Mengoli, e il Presidente, Avv. Luciano Squillaci, della F.I.C.T., la federazione italiana comunità terapeutiche, che federa 42 fra enti e associazioni che a loro volta gestiscono un buon numero di comunità per minori, case famiglia, centri di immigrazione, comunità terapeutiche, e comunità di recupero per drogati, e altro.

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Un diretto al mento del ministro Lamorgese

Considerando la tipologia di politica del ministro Lamorgese in tema di immigrazione e la tipologia di organizzazioni da cui arriva la lettera, più che un guanto di sfida, sembra un pugno, guantato ma diretto e preciso al mento. Vi consiglio di leggerla tutta, perchè parla di ragazzini tunisini che stiamo mantenendo noi, quindi ci riguarda da vicino. molto da vicino. La lettera parla del Flusso Minori Stranieri Non Accompagnati (msna) che arrivano dalla Tunisia e chiede un incontro anche online con il ministro e con le autorità. La abbiamo ricevuta, e la pubblichiamo

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Riceviamo e pubblichiamo. La lettera ( Nota)

lamorgese Prima Pagina - Fict. Il ministro Lamorgese ha un problema. Le dicono in faccia la verità sull'immigrazione dalla Tunisia 25/08/2021

La presente nota per segnalare la situazione critica degli ultimi mesi legata all’accoglienza dei msna, il cui flusso è caratterizzato da alto numero di minori dalla Tunisia, flusso che è concentrato nei centri del nord Italia, ove operano anche Centri della nostra Federazione.

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Ciò che preoccupa come operatori sociali, ma anche come cittadini, è l’inerzia istituzionale di tutto il sistema di accoglienza (Enti Locali e rispettivi Servizi Sociali, Questura, Procura e Tribunale per i minorenni), che finisce per scaricare su chi fa l’accoglienza il carico di minori devianti, per nulla interessati ad un percorso di integrazione (alfabetizzazione innanzitutto), già orientati in modo evidente e sfacciato a spaccio, furti e/o danneggiamenti, e con un atteggiamento di pretesa verso l’essere accolti e mantenuti nel sistema in quanto minori non accompagnati soggetti a tutela.

Queste situazioni sono talmente evidenti che risaltano in molti verbali di fermo delle Forze dell’Ordine, e nei colloqui tra i Servizi Sociali territoriali e gli operatori delle strutture sociali di accoglienza convenzionate con gli Enti Locali. Purtroppo la ricaduta di queste condotte delinquenziali e devianti coinvolge direttamente anche gli altri minori ospitati nelle medesime strutture che, invece, hanno diritto ad un luogo sicuro, protettivo ed accogliente.

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Si tratta di un fenomeno noto nel settore dei msna, con le quali da sempre ci confrontiamo per trovare strategie per il suo contenimento, ma che specialmente in questo tempo, caratterizzato dal fenomeno di msna provenienti dalla Tunisia, sta diventando sempre di più insostenibile, per l’alto numero di minori coinvolti in queste dinamiche. Il fenomeno poi si amplifica perché anche se pochi finiscono per trascinarsi dietro come emulazione connazionali, meno strutturati, che vorrebbero provare a fare un percorso di legalità e integrazione.

In particolare nei centri di prima accoglienza sono accompagnati dalle FFOO sedicenti minori, in alcuni casi anche precedentemente fotosegnalati da maggiorenni ma che ritrattano le generalità quando sono fermati, giovani che all’apparenza sono visibilmente grandi.

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Segnaliamo che il protocollo per l’accertamento dell’età è ancora troppo macchinoso ed anche poco efficace, perché il più delle volte al termine di tutta la trafila procedurale, il Tribunale Minori o non si esprime, o se lo fa riconosce la minore età, per via dei range di età definiti dalle mappe di raffronto dell’esame auxologico tarati sul mondo occidentale. Questi sedicenti minori approfittano della situazione di incertezza per continuare a delinquere avendo garantito vitto e alloggio.

In altri casi i minori tunisini accolti lo sono realmente, ma presentano situazioni di devianza e marginalità, con tutta probabilità già in atto nel paese di provenienza, attuando agiti delinquenziali anche eterodiretti fuori e dentro le comunità, contro gli stessi operatori o altri minori in accoglienza.

Praticamente tutte le sere non rientrano all’orario concordato, e quando lo fanno, nel cuore della notte sono aggressivi e pieni di pretese. All’intervento delle FFOO si atteggiano da impunibili e, non avendo riscontro immediato da parte della giustizia minorile, finiscono per sentirsi onnipotenti, e passano per impuniti agli occhi degli altri msna che vogliono impegnarsi in un progetto di legalità.

La risposta dei servizi sociali è debole, perché oltre a spostarli di comunità, laddove possibile, non hanno strumenti adeguati, in quanto i minori sanno bene che non possono essere allontanati. Anche il ricorso alla sanità pubblica, con i ricoveri in psichiatria, specie se a seguito di agiti violenti verso cose e persone, ha poca presa, in quanto effettivamente trattasi di condotte devianti e antisociali, piuttosto che franche patologie psichiatriche.

Segnaliamo infine che sono questi stessi minori che finiscono per gestire l’accoglienza, terrorizzando il nostro personale, che si sente senza strumenti. In alcuni casi sono loro stessi che accompagnando in Questura i loro coetanei connazionali per autodenunciarsi come senza parenti, dopo averli invitati per via telefonica a salire al Nord d’Italia.

Mentre facciamo presente che il fenomeno, non può essere considerato marginale perché si presta all’emulazione degli altri msna in accoglienza, e finisce per minare la sicurezza delle città più grandi (Genova, Bologna per fare esempi a noi noti), offriamo alcune proposte concrete alla vostra attenzione:

Le proposte

  • redigere un’informativa del Ministero dell’Interno ai Questori in cui chiedere di attenzionare l’accesso dei sedicenti msna verificando le generalità, oltre al fotosegnalamento, e dove ci fossero dubbi costruire raccordi con i consolati e le ambasciate dei minori coinvolti in Italia al fine di un riscontro sulle generalità dichiarate; la medesima informativa potrebbe attenzionare sempre le Questure verso le richieste di intervento delle comunità di accoglienza, nelle situazioni in cui viene richiesto il supporto delle FFOO, anche costruendo buone prassi di raccordo con i gestori
  • in raccordo con il Ministero della Giustizia, strutturare collaborazioni con Procura e Tribunale minori delle varie regioni, anche potenziando l’organico dei magistrati preposti all’esercizio, che ci dicono di essere sobbarcati dalle richieste.
  • in accordo con i servizi invianti e le FFOO rintracciare le famiglie di origine per valutare possibili rimpatri assistiti per gli autori di reato o per chi desideri rientrare nel proprio Paese.

Alla luce di quanto sopra chiediamo a codesto Spett.le Ministero un incontro ad hoc, anche in modalità on line, al fine di approfondire la problematica e le proposte di intervento. Tale incontro riteniamo assolutamente necessario al fine di salvaguardare un sistema di accoglienza che tanti ottimi risultati ha fornito in passato ed ora è messo a serio rischio di tenuta.

I saluti

In attesa di cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti. Firmato: Il Responsabile Delegato P. Giovanni Mengoli e Il Presidente Avv. Luciano Squillaci. Ci sarà la risposta? Se si, quando? La attendo anche io, con curiosità.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 5289 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Editor Specialist

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