Prepariamoci al futuro. Entro 3 anni il taxi e l’ambulanza saranno aerei?

Uno studio cui ha partecipato L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile italiano ha dimostrato che la rivoluzione che ci stanno preparando con l’arrivo dei mezzi di trasporto aereo in area urbana e interurbana sarà accolto con favore. I progetti dovrebbero realizzarsi entro 3/5 anni. Chi mai direbbe di no? Il problema peró sarà la gestione degli spazi aerei, che sarà davvero una rivoluzione. Bisognerà imparare a guidare inserendo una nuova direzione. Non solo gira a destra o a sinistra ma anche sopra e sotto. C’è la faremo a sopravvivere a questa evoluzione?

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L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha partecipato allo studio realizzato per la prima volta in Europa dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) sulla mobilità aerea urbana, Urban Air Mobility (UAM), il nuovo sistema di trasporto aereo per passeggeri e merci all’interno e nei dintorni degli ambienti urbani. Il progetto potrebbe essere implementato in Europa entro 3-5 anni, offrendo soluzioni di mobilità più verdi e più veloci.

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Lo studio ha evidenziato come la maggior parte degli intervistati accolga con favore la prospettiva di servizi come i taxi aerei, ambulanze aeree e consegne di droni. La fiducia e l’accettazione da parte dei cittadini e dei futuri utenti UAM sono, pertanto, fondamentali per il successo di questa tipologia innovativa di trasporto.

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Si parte dalla regolamentazione dell’uso dei droni

Per l’Italia, e in particolare per l’ENAC, questo studio europeo rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto fino ad ora. Partendo dalla regolazione dei droni, l’ENAC, infatti, sta promuovendo lo sviluppo e l’innovazione del settore con uno sguardo attento alle esigenze della società e alle tematiche ambientali, portando avanti il progetto nazionale di Advanced Air Mobility insieme al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale e i principali stakeholder nazionali.

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Si tratta di un modello che l’Ente conta di esportare in Europa, la cui strategia e validità sono confermate dello studio dell’EASA. La sfida è quella di mettere in atto una strategia aperta all’innovazione tecnologica volta a creare un ecosistema in grado di integrare nuove tipologie di servizi per i territori e per i cittadini.

Altro che monopattini elettrici! Ora c’è l’Advanced Air Mobility

L’Advanced Air Mobility include, infatti, le operazioni di trasporto di merci e persone e l’effettuazione di servizi in ambito urbano (Urban Air Mobility – UAM) e in ambito intra-urbano mediante l’utilizzo di sistemi aerei sia manned (ovvero con pilota a bordo) sia unmanned (ovvero senza pilota a bordo), con diversi livelli di autonomia. L’UAM è quindi ricompresa nel più ampio perimetro della AAM.

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In un contesto di innovazione e di integrazione di questa tipologia di trasporto con la società, l’EASA ha quindi svolto uno studio completo sull’accettazione sociale delle operazioni UAM ottenendo risultati omogenei in tutta l’UE.

Un sondaggio su un campione molto piccolo, e poi chi non vorrebbe il taxi aereo (e magari gratis)?

Il sondaggio è stato indirizzato alle Autorità dell’aviazione civile degli Stati membri e a circa 4000 cittadini di sei città europee (Amburgo/Germania, Parigi/Francia, Barcellona/Spagna, Milano/Italia, Budapest/Ungheria/ e la regione di Oresund – area transfrontaliera danese – svedese). Analizzando i risultati dello studio EASA che evidenziano i potenziali target markets per le principali applicazioni di UAM, si coglie un’importante opportunità che il mercato internazionale intravede nel nostro Paese, in particolare nelle grandi metropoli come Roma, Milano e Venezia. Per i dettagli dello studio e per i risultati emersi si rimanda al sito dell’EASA, al link: www.easa.eu/UAM.

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Ilaria Maria Preti 5256 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Editor Specialist

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