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Il consiglio di amministrazione di Mario Draghi. Governo misto

A quanto pare la proposta di Mario Draghi per il nuovo governo è quella del consiglio di amministrazione con dentro tutti. Se riesce le poltrone da ministro saranno distribuite tramite una nuova versione del manuale Cencelli che tiene conto sia della proporzionalità dei voti in parlamento sia delle possibilità de sfilamento di una qualunque delle parti.

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Maggioranze

Si, insomma la soluzione è facile. Può nominare tutti i ministri che vuole con 209 miliardi di euro da gestire. Da quello che si capisce dalle voci che girano nell’aria i ministri potranno essere 25. 13 tecnici scelti da Mario Draghi ( il 60% del consiglio di amministrazione) e 12 politici distribuiti in proporzione ai voti in parlamento. 3 ministri al M5S, 2 alla lega, 2 al pd, 2 a forza Italia, 1 a Leu, 1 a italia viva e 1 a + Europa. Ha sovrastimato FI che non ha certamente lo stesso livello di voti della Lega, probabilmente il riequilibrio avverrà con i sottosegretari.

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I sotto segretari però non votano e in questo modo Mario Draghi si è assicurato la possibilità di avere la maggioranza dei voti in parlamento ma soprattutto il numero legale in consiglio di amministrazione. Se anche M5S decidesse di restare fuori dal governo, all’opposizione, la faccenda si risolverebbe con la distribuzione di altri 3 posti da ministro. Per mantenere la proporzione sarà un tecnico, uno alla Lega e 1 al PD.

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Se il PD scegliesse l’appoggio esterno con l’indicazione di tecnici della loro area come si ventila qua e là, potrebbero persino essere persone che si dimenticheranno velocemente di essere indicati dal PD. Io sono milanocentrica e i nomi che mi vengono in mente sono l’ex sindaco di Milano Pisapia, l’attuale sindaco di Milano Beppe Sala, poi vedo balenare davanti ai miei occhi il cognome Benetton.

La Lega

Mario Draghi ha bisogno di almeno un alleato numeroso. La scelta veloce e scontata di Matteo Salvini ha già occupato quel posto. M5S ha fatto il bradipo ed è arrivato tardi. Ora la loro scelta non conta più. Che dicano si o che dicano no, il governo misto nascerà. Poi bisogna vedere quanto dura, ma l’M5S potrà anche decidere di essere la seconda scelta, quella che potrà entrare nella maggioranza e al governo quando cadrà il primo governo Draghi, per arrivare fino al 2023 con il secondo governo Draghi.

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Ci avrò visto giusto? Questo proprio non lo so. Non ci metterei la mano sul fuoco di questi tempi. Magari domani cambia tutto. Chi lo sa?

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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