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Governo Mario Draghi. Ce la fà o non ce la fà? (Non ce la fà)

Alla fine il presidente Mattarella ha dato al professor Mario Draghi l’incarico di tirar fuori dal cappello un governo credibile dall’attuale parlamento che ne ha già segati due. Lui dopo tanti Ni e So ha accettato con riserva. Hanno trovato quello che nello scorso articolo ho definito Salvatore della patria che non avrà troppi danni nel caso di un più che probabile fallimento

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Dopo essermi sorpresa a predire il futuro già dallo scorso 3 gennaio, quando usando un po’ di ironia ho predetto un governo di Mario Draghi a sostituzione di quello di Beppe Conte, mi sono autoconvinta di essere tornata ad avere il magico tocco della previsione politica. Una convinzione pericolosa, perchè ho avuto spesso la capacità di predire gli eventi ma anche quella di sbagliare clamorosamente le reazioni delle persone agli stessi.

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Ci ho però preso gusto e il commento politico su ciò che sta succedendo a Roma mi diverte e mi permette di distrarmi. Insomma, siamo nella melma fino al collo e sarà un miracolo uscirne, ma io ho ancora voglia di sorridere.

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Ce la fa o non ce la fa?

Se le cose stanno come sembrano Mario Draghi ha accettato con riserva perchè sa perfettamente che dal parlamento non uscirà nessun governo. La previsione è facile. Non è uscito un governo nemmeno prima, perchè mai dovrebbe saltar fuori adesso? L’unica possibilità di Draghi è quella di riuscire a formare un governo con l’appoggio di Lega, Pd, Forza Italia, Meloni e Renzi. Dovrebbe cioè escludere solo il Movimento 5 stelle. Ce li vedete a governare tutti insieme? Io no.

Imbarazzi e non eletti

E’ decisamente imbarazzante l’operazione simpatia che si sta imbastendo in questi giorni su Mario Draghi. Giornali e telegiornali insistono su due soli fatti: che ci sia un legame fra Mario Draghi e Milano perchè ci vivono (in centro) i suoi figli e che Draghi dovrebbe diventar simpatico perchè era compagno di scuola di Magalli nella esclusiva scuola dei gesuiti di Roma. Io personalmente mi sento in imbarazzo. So perfettamente chi è Mario Draghi, come tutti.

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Si sa che non è stato eletto, che è un banchiere, che fa parte dell’elitè dei super manager e super ricchi e che è gradito ai cosidetti “poteri forti” europei. Mi sento profondamente presa per i fondelli se mi dicono che devo trovarlo simpatico perchè ha a che fare con Milano e con il tifo da stadio.

Non mi è simpatico. Nessuno del popolo ha con lui un rapporto diretto, nemmeno quello mediato dalla tv. In questo momento dovrebbe contare solo se fa delle proposte serie, credibili e accettabili per uscire da questo casino. Secondo me, non ci saranno perchè l’unica soluzione possibile è quella che nei palazzi romani non vogliono assolutamente attuare ed è il motivo per cui oggi ci troviamo ancora a perdere tempo (e soldi) con un altro governo non eletto.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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