Condannato a 14 anni e 6 mesi il 23enne che aggredì il militare al grido di “Allah akbar”. Milano

Lo scorso mese di settembre accoltellò con una forbice appuntita il militare Matteo Toia, mentre quest’ultimo era in servizio e di pattuglia nei pressi della stazione centrale di Milano. Lo aggredì al grido di “Allah akbar”, stando a quanto riportarono diversi testimoni. A compiere l’aggressione fu il 23enne Mahamad Fathé yemenita, che andrà in carcere per tentato omicidio aggravato dalla finalità terroristiche.

A stabilirlo è stato il Tribunale di Milano che lo ha condannato a una pena di 14 anni e 6 mesi, riconoscendo i reati di tentato omicidio con l’aggravante della finalità terroristica. Una penda addirittura maggiore di 3 mesi rispetto a quella chiesta dal Pubblico Ministero Enrico Pavone. Così hanno infatti deciso i giudici dell’ottava sezione penale, il cui collegio è presieduto da Maria Luisa. La sentenza include anche la conseguente espulsione dall’Italia, ma solo dopo che il giovane avrà scontato la sua pena nelle carceri italiane.

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Prima di essere fermato, il 23enne ha tenuto in scacco il militare e le cose sarebbero potute andare decisamente peggio se non fosse stato per il 52enne senegalese Samba Diagne che vide la scena e riuscì a fermare l’imputato. L’uomo, in Italia da 30 anni, è infatti un addetto alla sicurezza. Per il suo gesto, il 52enne fu insignito del Cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Cristina Garavaglia 1154 Articoli
Giornalista

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