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Riapre il tribunale di Milano ed è ressa (ma non assembramento)

Milano. Sono le 9 del mattino. Ci sono circa 150 persone, ad un metro di distanza l’una dall’altra, che si trovano in fila per entrare nello stabile del tribunale di Milano, all’ingresso principale. Sono gli imputati a piede libero, il pubblico e altre persone che devono effettuare pratiche.

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Le procedure sono le stesse che si utilizzano in supermercati e in altri luoghi pubblici. A tutti è provata la febbre con un termo scanner, e devono lavarsi le mani con il gel disinfettante. Sono dopo possono passare sotto il metal detector ed è controllato che non abbiano con sé armi o altri oggetti vietati. Tutti devono indossare le mascherine chirurgiche, che si sa nascondono in parte i lineamenti. Speriamo non succeda nulla, ma non è difficile immaginare lo stress degli operatori all’ingresso, dovuto alla continua attenzione che devono mantenere.

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Gli avvocati che devono entrare al tribunale di Milano per assistere i loro clienti hanno un ingresso separato. Anche i giornalisti, in genere. Le regole però valgono per tutti. Ci vorranno ore per poter entrare in tribunale in queste condizioni, e non è facile capire quante pratiche potranno essere effettuate, con questi ritmi d’entrata.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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