Vaccino Covid-19. Sperimentazione sull’uomo. Non ci resta che sperare

Bill Gates, attraverso la fondazione “Bill & Melinda” che condivide con la moglie, ha messo a disposizione 100 milioni di dollari statunitensi per finanziare progetti che hanno come obiettivo anche la lotta al Covid-19. Oltre ai kit per fare i test in casa, ci si è concentrati su una rosa di 7 nuovi candidati vaccini contro il Covid-19. Uno di questi 7 vaccini è già arrivato alla fase di sperimentazione sugli esseri umani. il suo nome è Ino-4800 ha già superato i controlli dell’ente statunitense che sovrintende alla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici (Fda). E’ dunque pronto per essere testato sui primi volontari. I ricercatori che se ne occupano hanno infatti ricostruito la sequenza genetica del virus. Un po’ come se fosse il suo passaporto all’interno del corpo.

Pubblicità

Villa Carla. Residenza per Anziani

Il primo volontario è statunitense

Non vogliamo illudere nessuno, anche perchè occorrerà vedere se è effettivamente efficaca, ma riportiamo una notizia rimbalzata su alcune testate on line come anche “La Stampa” (8 aprile 2020): è Ian Haydon, 29enne specialista in comunicazione alla University of Washington, che si è sottoposto a un primo ciclo di somministrazione del vaccino. Prima di procedere con le iniezioni, l’azienda che sta sviluppando il farmaco ha fatto firmare a Ian un documento di venti pagine in cui dichiara di essere consapevole dei rischi della sperimentazione; e così, nella mattinata di mercoledì 8 aprile, l’uomo ha ricevuto una prima dose e tra un mese ne riceverà una seconda.

Pubblicità

Altri sudi in Olanda e Israele

Gli studi condotti da ricercatori in Olanda e Israele per produrre un vaccino contro il Coronavirus starebbero dando effetti positivi. I due Paesi avevano già iniziato gli studi sui Coronavirus (Sars e Mers ne sono un esempio).

«E’ probabile che il vaccino possa essere pronto entro la fine dell’anno, cioè che tra dicembre e febbraio prossimi si concluda tutto il processo di sperimentazioni necessario a poter iniziare la produzione», spiega Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano nell’articolo del 2 aprile 2020 riportato anche sul “Giornale di Sicilia”.

Pubblicità

Test del vaccino in Belgio e Germania

C’è ben più di una speranza, anche se il condizionale è d’obbligo. Un’ulteriore risposta potrebbe arrivare dalla CureVac, ossia da una società biofarmaceutica con sede a Tubinga, in Germania, che sviluppa terapie basate sull’RNA messaggero. Cioè? L’obiettivo dell’azienda è lo sviluppo di vaccini per malattie infettive e farmaci per il trattamento del cancro e delle malattie rare.

“La tedesca CureVac comincerà a giugno i test clinici sul vaccino contro il coronavirus in Belgio e Germania. Lo ha annunciato il nuovo presidente del consiglio di vigilanza dell’azienda, Jean Stéphenne, ad alcuni media belgi. Nel mese di giugno, ‘massimo a luglio’, cominceranno gli studi clinici su persone adulte e in buona salute che non sono state contagiate. Poi il vaccino sperimentale sarà iniettato in persone esposte al virus e infine agli anziani, la fascia più a rischio, ha spiegato Jean Stéphenne” (La notizia è stata riportata anche dal “Il sole 24 ore”, 9 aprile 2020.

Pubblicità

Chi è Jean Stéphenne? E’ un uomo d’affari belga. Ha studiato chimica e bioindustrie e ha conseguito una laurea magistrale presso la Facoltà universitaria delle scienze agronomiche di Gembloux nel 1972 e una laurea MBA presso l’Université Catholique de Louvain nel 1982.

Cristina Garavaglia

Cristina Garavaglia

Giornalista

Commenta qui