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#stateacasa. Le scuse della giornata per non averlo fatto

Milano. Intanto che l’hashtag #stateacasa diventa virale, pubblichiamo una piccola raccolta di scuse utilizzate tra ieri e questa mattina da persone che non avevano nessun motivo per uscire di casa e sono state colte sul fatto dalle pattuglie dei carabinieri.

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Il pescatore di frodo

Questa mattina alle 9 30 un 37enne italiano è stato trovato dai carabinieri mentre con canna da pesca e cestello mentre stava pescando pesci nella Darsena. All’atto del controllo ha fornito documenti e spiegazione. Ha detto che a casa si annoiava troppo quindi è uscito a pescare. In effetti non è vietato pescare, ma non è neppure permesso come attività lavorativa, specie se si pescano pesci nella Darsena.

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WIFI free

Un’altra scusa originale, ma non considerata valida è quella data da un egiziano che ieri sera intorno alle 21,45 era seduto su una panchina di via Giacosa 46. Ha detto di essere lì per fare una videochiamata con la fidanzata. Probabilmente non aveva più giga e ha cercato di approfittare di qualche wifi lasciato aperto per scroccare il collegamento. Comunque approfittare del wifi free non è considerato un motivo valido per rtestare fuori di casa. Inoltre, alle 21.45 non c’è abbastanza luce per fare una buona videochiamata.

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Basta serate con le amiche

Anche una serata a casa di un’amica non è considerata un motivo valido per uscire. Anzi, è un ottimo modo per scambiarsi dei germi. Però è la scusa utilizzata da un ragazzo che è stato fermato mentre percorreva alle 2 di questa notte via Silva. Ha detto ai militari di aver passato al notte a casa di un’amica.

Il problema di fondo

Sembra quasi sia diventato un gioco. Invece di capire quanto è seria la situazione, di aver ragionato sul fatto che tutti noi in questo momento, anche se asintomatici, abbiamo l’80% di possibilità di essere infetti, troppe persone usano la loro fantasia per trovare modi e scuse per eludere i controlli, invece di restare a casa. Se queste persone avessero un grano di sale in zucca, saremmo già fuori da questa brutta situazione.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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