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A San Siro bambino di 18 mesi intossicato dalla canabis

Milano, San Siro. La disattenzione con i bambini può essere fatale. Un bambino di 18 mesi è rimasto intossicato dalla canabis fumata dallo zio.

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Ieri sera intorno alle 20.30 una donna di origine serba e il marito di origine egiziana, hanno chiamato aiuto perchè non riuscivano a svegliare il loro bambino di 18 mesi. Il piccolo è stato prontamente portato al pronto soccorso dell’ospedale Buzzi, dove i medici hanno compiuto tutta una serie di analisi e lo hanno infine trovato positivo alla canabis. I genitori hanno dichiarato di non fare uso di sostanze stupefacenti e dai primi esami sono risultati puliti. Ma lo zio, fratello della madre e ospite presso la famiglia, ha confessato di fare talvolta uso di canabis. Forse il bambino ne ha trovato in giro qualche pezzo e la ha masticata.

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Capita spesso, ultimamente. Almeno tanto quanto un tempo i bambini si avvvelenavano mangiando le sigarette prese da tavolini o dalle tasche dei genitori senza che questi se ne accorgessero. Nel caso di avvelenamento da nicotina i bambini avevano sintomi che non potevano passare inosservati, come la diarrea e il vomito, che allarmano i parenti. L’avvelenamento da canabis invece nella stragrande maggioranza dei casi fa insorgere la letargia. I bambini dormono troppo. Anche se non sono noti casi di morti o di bambini che hanno avuto danni irreversibili, l’avvelenamento può passare inosservato per molte ore, specialmente se il bambino è piccolo e fa ancora molti riposini.

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Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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