Dimostrazione in via Paolo Sarpi, ma solo per i Cinesi
L’errore di una mancata integrazione: è questo in sintesi il pensiero che nasce da quella che è stata una vicenda quantomeno curiosa.
in Via Paolo Sarpi, a Milano, si sa, la lingua ufficiale non è l’italiano, e tantomeno il milanese. Se volete essere capiti e interagire, gli unici due linguaggi che potete usare qui sono il cinese, oltre a quello universale, dei soldi. Quello che si usa quando si entra in un negozio per acquistare merci e prodotti.
Domenica 24 Giugno, erano presenti alcuni appartenenti della comunità cinese, che indossavano delle magliette gialle e che durante una dimostrazione, distribuivano gratuitamente dei giornali ai passanti. Questi giornali erano totalmente in cinese. Ovviamente venivano distribuiti solo a chi aveva caratteristiche somatiche cinesi, “discriminando” chi aveva connotati occidentali o di qualsiasi altra etnia che non fosse quella cinese. Oltre alla distribuzione dei giornali, su un telo giallo, vi erano dei cartelli apposti. Alcuni di essi erano in italiano, mi è stato perciò possibile fare qualche ricerca.
Cosa chiedevano i dimostranti
Uno dei cartelli, recitava in inglese, “Falun Dafa is good. Un altro cartello, scritto in italiano, chiede espressamente di processare Jiang Zemin per genocidio, torture e crimini contro l’umanità per aver perseguito milioni di praticanti del Falun Gong.
Chi è Jiang Zemin
Il politico cinese è stato Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003. Ha avuto poi numerosi incarichi, e infine è stato dichiarato morto nel luglio 2011. La notizia è stata però smentita nell’ottobre dello stesso anno. Partecipando alle celebrazioni per il centenario della Rivoluzione Xinhai, ha dimostrato di essere vivo e vegeto. Nel febbraio 2014, Jiang Zemin è stato accusato dalla magistratura spagnola di genocidio, ma la modifica di alcune leggi spagnole, ha reso vana tale accusa.
Falun Gong noto anche come Falun Dafa: cos’è e perchè è stato così fortemente osteggiato?
Il Falun Gong è una disciplina meditativa e spirituale cinese esercitata con semplici esercizi fisici e di rilassamento, questa pratica promuove la moralità e la coltivazione della virtù si ispira alla pratica della scuola buddista. I principi base di questa disciplina sono verità, compassione e tolleranza. Fine ultimo di tale pratica è di mantenersi in salute e l’illuminazione spirituale. Grazie alle doti di questa pratica, inizialmente il governo cinese ha persino sostenuto tale iniziativa, nata negli anni ‘90.
Con il crescere numero di adepti di tale disciplina, l’atteggiamento governativo è man mano cambiato fino a diventare persino persecutorio a partire dal 1999. Si presume persino che alcuni adepti a tale pratica siano stati usati come “banche viventi” per trapianti di organi. Non ci sono prove certe a riguardo. Di fatto, sia il Canada, sia la Comunità Europea, così come la Sottocommissione degli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti americana, hanno adottato risoluzioni che condannano il prelievo di organi da prigionieri di coscienza del Falun Gong.
Il grande errore di comunicazione
Se oltre a distribuire giornali che parlano di questo fatto scritti in cinese, i dimostranti avessero distribuito gli stessi giornali tradotti in lingua italiana, molte più persone si sarebbero interessate a questi fatti, poco o per nulla conosciuti dall’opinione pubblica milanese e italiana. La troppa chiusura della comunità cinese a Milano, fa sì che una questione così importante, e che merita l’attenzione dei media, abbia invece di fatto impedito a molti passanti, di venire a conoscenza di quello che parte del popolo cinese ha subito e sta ancora subendo. L’integrazione evidentemente, non è nelle corde di questa comunità, ed è un peccato, perché spesso, l’unione fa la forza.


