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All’oratorio o dietro le sbarre? Oggi è una scelta difficile

Magenta – Questa sera nella tensostruttura comunale, per la festa degli oratori di Magenta sul palco sono saliti i minorenni in custodia cautelare del Beccaria e della comunità Kayros di Vimodrone, a suonare e cantare hip hop.

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Voglio una vita spericolata


Alcune volte mi arrivano notizie difficili da credere, anche se la fonte è fidata. Quanto le sento mi scappa “ma mi stai prendendo per i fondelli?” E’ il caso di questa sera quando mi hanno raccontato che nella tensostruttura comunale di piazza Mercato, per la festa dell’oratorio sul palco c’erano dei minorenni che stavano scontando una pena carceraria dopo una condanna penale e che cantavano Hip Hop. Non ci volevo credere.

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Eppure io alle provocazioni sono abituata. Nella mia giovinezza alla festa dell’oratorio, noi ragazzi un po’ paolotti ci sentivamo particolarmente provocatori nei confronti della società quando inserivamo nel programma dello spettacolo “Voglio una vita spericolata” di Vasco Rossi. E la cantavamo noi, quelli che facevano andare avanti l’oratorio. Altrimenti, che provocazione sarebbe stata?

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Hip Hop Dietro le Sbarre

hip hop dietro le sbarre

Oggi invece, mi raccontano che la provocazione la fanno i sacerdoti, proponendo come spettacolo per la festa dell’oratorio “L’emozionate spettacolo Hip Pop realizzato dai ragazzi del Beccaria.” Ho dovuto fare controlli incrociati di parecchi generi prima di convincermi che fosse vero. Ed era vero. Sul sito internet della Unione pastorale di Magenta c’è scritto.

“I  ragazzi dei laboratori Hip Pop delle comunità Kayros di Vimodrone e all’IPM “C. Beccaria” vi aspettano per raccontarsi con le loro rime, pronti a condividere con voi un pezzo delle loro vite assieme ai giocolieri UCI (Uniti per Crescere Insieme) ed il corpo di ballo “Bad Selection” Club Russo. Freestylers, ballerini, attori e rappers vi aspettano.” E poi ancora “Dove nasce l’Hip Pop? Come è stato possibile passare dalle gang alle crew? In quest’evento vi raccontiamo le origini e gli sviluppi di un genere globale.”

Bellissimo progetto, ma i ragazzi sono protetti?

Sono favorevole al recupero educativo dei carcerati e di chi compie grandi errori, omicidi, ferimenti, e altro, specialmente quando sono minorenni. Magari sono poco propensa a credere che il recupero sia facile, che ci si riesca, però penso che siano tentativi che vanno fatti. Mi pongo solo qualche domanda. Ma questi ragazzi non dovrebbero essere protetti?

La loro identità, specialmente mentre sono sotto la custodia dello Stato, tolti ai loro genitori e messi in carcere, non dovrebbe essere nascosta? Chi è che ha avuto l’idea di portarli ad esibirsi in un luogo pubblico come la festa di un oratorio, con il rischio che le loro foto o i video finiscano in visione mondiale e imperitura su youtube o su Facebook, magari con la dicitura, “hip hop dietro le sbarre”?

Poi c’è il discorso educativo

Non quello dei minorenni in carcere. A questo, spero, penseranno i loro rieducatori. Sto parlando del discorso educativo dei giovani di Magenta, di quelli dell’oratorio. La realtà è che sono molto pochi i giovani che hanno accesso alla possibilità gratuita di fare musica e concerti e generalmente ai ragazzi normali, quelli che ce la mettono tutta per non fare cose che fanno finire in carcere, non è concesso facilmente di salire su un palco a far vedere cosa sono capaci di fare. Nemmeno quando si sono pagati la preparazione musicale con i sacrifici loro e dei loro genitori.

Si, insomma, capisco il discorso delle gang e di avvicinare i giovani, avvicinandosi i loro miti, ma qui mi pare un cicin esagerato. Per due ragioni. E’ ingiusto mostrare come vantaggioso ciò che è negativo ( la prigione è una punizione) e soprattutto gli adulti non dovrebbero mai, e poi mai, togliere ai giovani, specie a quelli dell’oratorio, il diritto e la soddisfazione di provocare e di ribellarsi alla società mostrando che, un pochino, sono cattivi anche loro. Se il parroco porta in casa a suonare sul palco della festa dell’oratorio i cattivi veri, mi castra i giovani dell’oratorio. Non potranno più neppure cantare a mezza voce, “voglio una vita maleducata, la voglio piena di guai”, perchè si sentiranno demodè.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista e direttore responsabile di Cronaca Ossona – Co Notizie News Zoom e di Beauty-Online.it. Mi occupo principalmente di cronaca nera, territorio e informazione locale nell’area dell’Altomilanese e di Milano. Dirige e coordina progetti editoriali digitali, con particolare attenzione alla produzione di contenuti e allo sviluppo dell’informazione online. Ho iniziato giovanissima e ho maturato oltre 30 anni di esperienza tra radio e televisione, anche come speaker.

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