Cartelle pazze a Ossona: accertamenti Imu e Ici a Gogo

In queste ore il postino ha avuto il suo bel da fare. Speriamo con gli venga l’artrosi, o la scoliosi, a causa del peso della sua borsa, che risulta piena zeppa di pesantissimi plichi che sta recapitato in molte della case di Ossona. “Ma va”, mi direte, “ormai tutti spediscono gli auguri per email. Chi vuoi che usi ancora la posta?”

Pubblicità

Creatilab

Cartelle pazze a Ossona: accertamenti Imu e Ici a GogoLa risposta è facile: il Comune di Ossona usa ancora la posta, anche all’interno dei confini comunali, solo che non sta consegnando ai suoi cittadini dei graziosi bigliettini di auguri,  ma delle pazze cartelle delle tasse, perlopiù accertamenti Imu e Ici risalenti agli anni scorsi. Non bastava il salasso  che l’amministrazione comunale ha effettuato nei confronti dei cittadini chiedendo loro tasse sulla casa senza aver riguardo per le fragilità familiari (cioè gli anziani soli,  le famiglie con disabili e le famiglie che comprendono più di un disoccupato) che poi hanno le destinazioni più fantasiose (come quella di pagare l’asilo nido ai bambini non residenti o finanziare la marcia della pace di Assisi  e  qualche altra associazione che non fa niente per Ossona e non ha praticamente più associati). Ora sotto Natale sono state consegnate una borsata di cartelle pazze per accertamenti Ici e Imu.

Pubblicità

Il caso più carino

Il caso più carino, anche se questo non è un termine accettabile per la situazione, è quello di un cittadino di Ossona che ha ricevuto in una sola mattina pi di 3  cartelle pazze fra accertamenti fra Ici e imu, per un totale finale di poco meno di 1.000 euro, per un appartamento che non è mai stato di sua proprietà e che risulta come seconda casa. Ovvio che non poteva pagare l’ici e l’imu se non aveva idea che il comune di Ossona gli avesse regalato, per Natale, un appartamento.  “Ma se pago i 1.000 delle cartelle pazze, dite che mi intestano l’appartamento?” E’ stata la domanda che ci ha fatto, qui a Cronaca Ossona, consegnandoci la fotocopia degli accertamenti ricevuti. “Ah non so! Prova a chiedere in Comune, all’ Ufficio Ragioneria.” Era l’unica risposta che potevo dare. D’altra parte, in questo paese pazze sono le cartelle e pazze sono le tasse.

Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

Commenta qui