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Casorezzo, comitato contro l’amianto

Si sono nuovamente riuniti, per essere pronti a ogni evenienza, i componenti del Comitato anti discarica di Casorezzo e Busto Garolfo. La motivazione della nuova mobilitazione del comitato è quella dl rischio paventato e probabilmente piuttosto concreto che l’azienda che ha attualmente la gestione delle cave, ottenga il permesso di ampliare la gamma dei materiali con cui riempire i buchi aggiungendovi anche quelli contenenti amianto.

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Alla luce delle regole e dei permessi che sono concessi attualmente alla cava, potrebbero essere conferiti solo materiali e terreni provenienti da siti adiacenti a siti contaminati, e la cava di Casorezzo non possiede i requisiti per poter essere riempita con materiali pericolosi, ma dato che l’azienda pare aver in mente di ottenere l’ampliamento della gamma, e dato che esiste già una domanda, i cittadini hanno preferito rimobilitarsi.

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Le loro azioni sono iniziate con due prime iniziative: lo scorso 3 settembre il “Comitato Cittadini di Casorezzo” si è incontrato con il “Comitato Radici nel Cielo”, che ha come progetto l’ampliamento del parco Plis del Roccolo e la sua trasformazione in parco di Diritto Regionale, per una valutazione comune sulla notizie che riguardano la possibilità di portare l’amianto nelle Cave di Casorezzo e sulle azioni da mettere in campo per impedire la realizzazione di questa possibilità.

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Il Comitato di Casorezzo ha anche ricostruito la casetta che serviva come Presidio di controllo, posta all’entrata delle cave, e che era andata distrutta in un incendio nel 2010, ai tempi dell’ultima mobilitazione del comitato. Quell’anno il Comitato di Casorezzo aveva fermato un tentativo di allungare ulteriormente i tempi della concessione estrattiva. La battaglia era stata poi vinta solo in parte. I tempi erano stati allungati, ma non erano stati modificati i tipi di materiali che era possibile usare per riempire la cava. Infine, la cava non era stata riempita proprio per la mancanza di materiale adatto. (foto: screenshot dal gruppo Facebook comitato di Casorezzo e Busto Garolfo)

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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