Ossona, sicurezza e polizia locale: qualcosa si muove

Qualcosa si muove in tema di polizia locale e sicurezza a Ossona. Non sappiamo ancora di cosa si tratti, ma personalmente mi ritengo soddisfatta dalle premesse. Per l’atto pratico, mi riservo il giudizio alla fine del 2014.

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Tutto nasce da un articolo di Settegiorni in edicola questa settimana. Ha ripreso la mia risposta ad un cittadino che chiedeva giustamente controlli nei confronti di un accampamento di zingari che si trovava nel Bosco della Corona, dalle parti tra la via Piave e la via 25 aprile, quasi al confine con Furato (Inveruno). Ne avevamo parlato su Cronaca Ossona nel post “Ecco i nuovi Turisti, zingari o nomadi, fra Ossona e Furato” della settimana scorsa, dopo una segnalazione nel gruppo Facebook sulla sicurezza a Ossona. Difatti, le mie parole riportate da Settegiorni, anche se quasi giuste nella forma,  sono quelle di una risposta data a dei cittadini indignati, che chiedevano sicurezza, e non una dichiarazione contro l’assessore Monica Porrati. Anzi, mi fa particolarmente piacere la risposta che l’assessore ha dato allo stesso giornale: Difatti, nei virgolettati pubblicati da Settegiorni, Monica Porrati dice che ”Proprio in questi giorni, stiamo rivedendo la sicurezza a 360 gradi”.

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Rivedere la sicurezza di Ossona a 360 gradi

360 gradi vuol dire tutto il giro del cerchio. Questo significa che l’assessore Monica Porrati mi dà pienamente ragione su quando dicevo che la sicurezza a Ossona, compresa soprattutto la convenzione firmata con l’amministrazione comunale di Casorezzo, fa schifo, al punto che ora è costretta a rivedere tutto il settore, a 360 gradi. No, anzi, la dico in modo politico “la convenzione con la polizia locale di Casorezzo pone gravi problemi, non facilmente risolvibili, di fattibilità e di prestazione del servizio, per cui l’assessore è costretto a rivedere tutto il settore sicurezza a 360 gradi”. Questo lo avevamo già detto in modo molto delicato in una serie di post di Cronaca Ossona, che per informazione vi metterò in elenco in fondo all’articolo, ed era scritto anche in alcuni degli Albertini (fogli informativi della sezione Lega Nord di Ossona) distribuiti in paese negli scorsi anni.

Chi l’ha firmata e chi l’ha scritta aveva dimenticato e sbagliato un tal numero di particolari da porre addirittura dei dubbi sulla legittimità della stessa convenzione, che è stata promossa sia dalla scorsa giunta di Ossona, di cui Incontro è la continuazione ( per dirla con le parole del Sindaco Marino Venegoni) sia da quella di Casorezzo (dove l’assessore alla sicurezza era Gabriele Falcomer).
Il fatto che tutto l’ambito della Sicurezza dei cittadini ad Ossona sia rivisto a 360 gradi, con il posizionamento di telecamere ai punti di ingresso del paese, ( spero non siano però dei photored) e con la costruzione di una stanza adatta a mantenere sempre acceso e sotto controllo, con registrazioni puntuali,  lo schermo, non può che essere considerata una conquista in materia di sicurezza. Qualche dubbio l’ho sull’uso della Protezione Civile Ali Bianche, citata e indicata nell’articolo di Settegiorni (ed. Magenta) come sostegno alla polizia locale:

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Le Ali bianche

La nostra Protezione civile, l’associazione Ali Bianche, ha certamente molte più abilitazioni della protezione civile di Casorezzo e può essere di grande aiuto nella prevenzione e nella messa in sicurezza di aree e di luoghi pubblici, ma non può intervenire nella cosiddetta “caccia ai cattivi” cioè nelle indagini, nella prevenzione o nell’impedimento dei furti e delle rapine nè tantomeno può effettuare controlli di polizia, come pattugliamenti o interventi. Per questo genere di interventi serve un altro tipo di associazione: quella delle ronde di cui si parla nel decreto Maroni del 2009. Oppure bisogna affidarsi alle segnalazioni dei Cittadini che possono impegnarsi in prima persona, attenendosi al diritto costituzionale e alle leggi in vigore, e segnalare alla polizia locale qualsiasi fatto sospetto, anche utilizzando gruppi Facebook come quello creato per Ossona.

Alcuni Link di Cronaca Ossona in cui si parla della convenzione con la polizia locale di Casorezzo.

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Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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