Esaurite le bombole d’ossigeno anche per i malati oncologici. Nel Magentino

ferderfarma cerca le bombole di ossigeno

“La seconda ondata del Covid era temuta e attesa da tutti, Governo in primis. Perché non sono reperibili le bombole d’ossigeno per i malati di tumore? Perché anche il vaccino antinfluenzale non è disponibile, neppure per i soggetti fragili? Cosa si è fatto in tutti questi mesi?” Questo lo sfogo della compagna di un malato oncologico in cura al Fornaroli di Magenta che ci ha inviato una lettera.

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La coppia risiede nel Magentino e non è più giovanissima. Da tempo il signore si fa recapitare a casa l’ossigeno necessario per i momenti di crisi. Le bombole vengono ordinate in farmacia. Ogni qual volta viene consegnata una bombola si ordina la successiva per il mese seguente. Questa routine è andata avanti finora e la bombola era attesa per la settimana scorsa ma non è ancora arrivata.

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La compagna si è attivata nelle varie farmacie della zona ma la risposta è stata sempre la stessa: esaurite causa Covid. La signora si è rivolta tramite la nipote anche all’ospedale ma da lì non è possibile ottenere l’ossigeno a domicilio. L’ossigeno viene somministrato solo per chi è ricoverato o è trattato all’interno della struttura. Non esiste cioè un servizio diretto tra ospedale e cure domiciliari.

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“C’è rabbia da parte nostra – commenta la famiglia del malato – C’è rabbia non certo nei confronti del personale ospedaliero, estraneo a questo meccanismo e sempre presente anche in tempi difficili e di emergenza come questi. C’è rabbia e disgusto per un sistema improvvisato e lacunoso come il nostro che non riesce neppure a sopperire ai bisogni di routine a causa di un’emergenza che già si era prospettata. Perché non hanno predisposto un numero maggiore di bombole?”.

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E poi c’è la questione dei vaccini antinfluenzali, tanto osannati per evitare fraintendimenti tra sintomi influenzali e Covid-19, evitare quindi ulteriori carichi al sistema sanitario locale e regionale se non nazionale. Introvabili anche questi. Ci sono liste d’attesa per poter avere la propria dose tramite il servizio sanitario pubblico. “Non voglio entrare nei meandri di storie di chi ha ottenuto il vaccino rivolgendosi a canali privati – continua la compagna del malato oncologico – Io denuncio il mio di caso. Se io che ho oltre 60 anni mi ammalo di influenza la trasmetterei quasi sicuramente al mio compagno che ha già un quadro clinico compromesso e delicato! Chi si occuperebbe poi di lui, oltre che di me? E’ veramente una vergogna italiana!”

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Ora la signora si è rivolta ai Servizi Sociali ed è in attesa di una risposta. “Se l’ossigeno non arriverà, porterò il mio compagno all’ospedale, chiamerò il 118 o andrò direttamente in pronto soccorso, non so, vedremo il da farsi. Lui non respira bene e mi preoccupo anche del fatto che in questi spostamenti possa prendere il Covid – conclude – Poi però arriva il monito di non intasare il pronto soccorso! Le conseguenze dell’inettitudine di chi decide ai piani alti le scontano i poveri cristi, sono sulla pelle dei malati e del personale medico che già è costretto a fare turni massacranti. Sono contraddizioni e paradossi tutti italiani, purtroppo. E’ uno schifo”.

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Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 1042 Articoli
Giornalista

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