BlueWhale e Jonathan Galindo. Il web? Può essere molto pericoloso, ma no ad allarmismi

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Ha sconvolto tutti la notizia del bambino di 11 anni che si è tolto la vita a Napoli la settimana scorsa. A scuotere le coscienze, oltre alla tragedia in sé, legata alla scomparsa di una giovane vita e al dramma dei genitori per una così grave perdita, vi sarebbe il fatto che molto probabilmente dietro questo gesto estremo si nasconderebbe una pericolosa sfida sul web. Questo perché, secondo quando si apprende dai media, il bambino avrebbe lasciato un biglietto ai genitori prima di suicidarsi.

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Lo schema del BlueWhale

Nello stesso, avrebbe scritto “Ti amo ma ora ho un uomo incappucciato davanti e non ho tempo”. Queste parole sembrerebbero richiamare lo schema della “BlueWhale”. Si tratta di un pericoloso gioco, creato molto probabilmente da uno studente russo di 21 anni (Philip Budeikin), il quale sottopone le povere vittime ad una serie macabra di prove, che poi si concludono con l’invito a suicidarsi. Sono in particolare 50 azioni, spesso caratterizzate da comportamenti autolesionistici, che il partecipante al gioco deve compiere come ‘preparazione alla morte’.

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Jonathan Galindo

L’ultima prova consiste nel gesto di lanciarsi nel vuoto da un edificio. Più di recente ha conosciuto l’onore della cronaca Jonathan Galindo. Si tratta di un personaggio presente sui social e nascosto dietro una maschera curiosa (una sorta di Pippo dalle sembianze deformate). Quest’ultimo contatterebbe alcuni bambini e li spingerebbe a una serie continua di prove, fino a spingerli al suicidio. Le prime segnalazioni risalgono al 2012 in America latina. Ma è probabile che negli ultimi anni siano nati molti profili emulativi soprattutto in Europa.

Attenzione all’uso d’ Internet, ma non temere la rete

Sul tema è stato scritto molto e la gravità di queste vicende sono sotto gli occhi di tutti. E’ necessario quindi che tutti tengano alta l’attenzione. Perché il web può risultare molto pericoloso, soprattutto per i bambini e adolescenti. Ma, attenzione, colpevolizzare internet è sbagliato.

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Come dice Roberto Vacca, uno dei più noti divulgatori del tempo,“Internet offre una ricchezza inestimabile di informazioni, conoscenza, contatti umani. E’ così grande che ha gli stessi pregi e gli stessi difetti del mondo reale: pieno di cose meravigliose e anche di porcherie e cose inutili”.

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Gaspare Jucan Sicignano
Gaspare Jucan Sicignano 1 Articolo
Docente di "Diritto penale delle nuove tecnologie", Ricercatore a tempo determinato (RTD- A) in Diritto Penale (IUS/17). Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.

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