Plasma iperimmune e Covid 19. I Nas non sono andati al Carlo Poma di Mantova

Mantova. La conclusione della sperimentazione per l’utilizzo del plasma convalescenziale iperimmune nella cura del Covid 19, portata avanti da due ospedali, il Carlo Poma di Mantova e il policlinico San Matteo di Pavia, ha fatto parlare molto, negli due ultimi giorni. L’azienda ospedaliera mantovana oggi ha fatto sapere che i Nas non sono andati all’ospedale Carlo Poma, ma che all’Asst sono state chieste esclusivamente delle informazioni generiche sulla sperimentazione stessa, dovute alle notizie date dalla stampa. Forse si potrebbe dire che in alcuni casi il modo in cui sono state date le notizie ha allarmato anche le forze dell’ordine.

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“In queste ore” scrivono dall’ospedale Carlo Poma di Mantova, “Il principal investigator Cesare Perotti, direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo, sta concludendo il report definitivo da sottoporre alla comunità scientifica”.

Ma cosa è successo all’ospedale Carlo Poma di Mantova?

I due ospedali hanno aderito ad un protocollo di sperimentazione per la cura del Covid 19, basato su ciò che è avvenuto anche per la cura della Sars e della febbre di Ebola. I risultati dello studio e della sperimentazione, che è iniziata alla metà di marzo e si è conclusa il 29 aprile, saranno inviati per la pubblicazione ad una rivista scientifica di settore per essere condivisi con tutti gli appartenenti alla comunità medica mondiale.

Plasma convalescenziale iperimmune all'ospedale Carlo Poma di Mantova
Donazione di plasma all’Ospedale Carlo Poma di Mantova

Cioè, durante le gravi epidemie virali per le quali non esistono terapie consolidate, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ammette l’utilizzo del plasma da pazienti guariti per la cura di quelli ancora ammalati. Il plasma prelevato contiene infatti alte concentrazioni di anticorpi in grado di distruggere il virus. Lo chiamano plasma iperimmune convalescenziale.

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Non si tratta dell’unica cura o di una cura miracolosa, ma di un metodo per salvare vite che può diventare una delle cure, come succede ad esempio con un’altra consolidata terapia, la possibilità di prevenire il tetano iniettando immunoglobuline specifiche. In caso di emergenza si può fare anche direttamente con il plasma convalescenziale iperimmune estratto dal sangue dei guariti.

Nel nostro paese, l’ organizzazione capillare dei donatori abituali di sangue dell’AVIS ha permesso di individuare velocemente un numero abbastanza alto di possibili donatori di sangue fidati che avevano superato il covid 19 ed erano già negativi al tampone e che quindi che hanno potuto quindi partecipare al progetto e donare il plasma.

2 piccioni con una fava

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La partecipazione dei due ospedali a questo progetto ha permesso, oltre che di fornire dati utili alla cura delle pandemie virali, di curare realmente 25 persone ( al solo Carlo Poma) che si trovavano in condizioni critiche a causa dell’infezione da Covid 19. Sono state loro infuse 50 sacche di plasma iperimmune e il successo della terapia si è avuto nell’80% dei casi. Questi sono i prim dati sccientifici slla sperimentazine.

Dall’Asst di Mantova arrivano le precisazioni

“L’ASST di Mantova ha aderito al progetto per l’utilizzo del plasma iperimmune in collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia. La collaborazione è proseguita fruttuosamente raggiungendo gli obiettivi previsti dalla sperimentazione. Preso atto che i primi dati sono risultati molto incoraggianti si ritiene opportuno, seguendo il metodo scientifico, rimandare al momento della pubblicazione l’esame accurato dei risultati.

La raccolta del plasma prosegue, grazie anche al prezioso contributo di Avis per il reclutamento dei donatori e l’ASST si augura di potere presto aderire ad altri studi in corso di programmazione.

Il plasma iperimmune non è una cura miracolosa ma uno strumento

La terapia con il plasma non è una cura miracolosa, ma uno strumento che insieme ad altri potrà consentirci di affrontare nel modo migliore questa epidemia. Mettere in contrapposizione vaccino, test sierologici o virologici, plasma, terapie farmacologiche o terapie di supporto è insensato, poiché dobbiamo disporre di tutte le armi possibili per fare fronte alla minaccia devastante rappresentata dal coronavirus. Per quanto riguarda la mortalità da Covid, si precisa che anche in questa azienda e nella provincia di Mantova l’effetto letale del virus si è manifestato. L’ASST di Mantova ha avviato uno studio specifico per valutare questa casistica.

Le guerre hanno più fronti su cui combattere

La sperimentazione avvenuta al Policlinico San Matteo di Pavia e all’ospedale Carlo Poma di Mantova ha difatti anticipato quello che si vuol fare sul larga scala con i risultati dei test sierologici diffusi su tutta la popolazione lombarda e di cui aveva parlato il prof.Venturi nel video youtube allegato all’articolo Test sierologici. Ne parlano il prof. Venturi e il cons. Emanuele Monti. I test sierologici avranno infatti più funzioni: quella statistica, quella che permetterà di disegnare la reale situazione immunologica dei lombardi, e quella di individuare possibili donatori di plasma contenente anticorpi inibenti del virus.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 4254 Articoli
Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Giornalista metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 fino alla fine nel dicembre 2019, speaker di Radio Padania libera, scrivo su alcune testate, qua e là, coordino le redazioni di Nord Notizie e di altri portali di informazione. Sono anche un Web and Seo Editor Specialist.

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