Farsi le Canne è legale in stazione Cadorna?

la stazione ferroviaria di piazza Cadorna a Milano

Milano. Sono qui seduta in un bar della stazione ferroviaria di piazza Cadorna. Tre ragazzini pranzano vicino a me. Chiaccherano e parlano di farsi le cannee di fumo. Manca poco che facciano il nome di chi glielo vende. Ascolto. Sono curiosa anche io. Mangio le patatine e contemporaneamente guardo il cellulare, ma le mie orecchie sono attente ai discorsi dei tre.

Annunci sponsorizzati

Farsi le canne al bar, dove è vietato fumare tabacco

Ad un certo punto uno dei tre tira fuori la cartina e si quello che un tempo si chiamava un spinello. Estrae del tabacco da un pacchetto di sigarette. Non c’è il tipico odore dell maijuana, sembra si proprio tabacco. Non resisto più e glielo dico. “Non vorrai mica farti una canna qui!” Riconoscono il tono materno. Quello con cui si dice “fila in camera tua!”.

Lo spinello sparisce in tasca e inizia la storia e una conversazione assurda. Non potevo dir loro che si erano messi a parlare di droga davanti ad una giornalista Già così, ho la sensazione che fossero molto ganassa.

A proposito di madri. Ce ne è una che devo avvisare con urgenza

Se sei la mamma di un ragazzino bruno di 19 anni, circa, faccino da bambino, che parla di tatuaggi come se avesse il permesso di farli, che oggi verso le 13 era alla stazione ferroviaria di Cadorna a Milano e che doveva partire in treno per Barcellona insieme a due coetanei dalla faccia altrettanto da angioletti, guarda nel cestino dove tieni i medicinali. Quando gli hai trovato in cameretta quel flaconcino e gli hai chiesto cos’era, lui ti ha risposto che si trattava di sciroppo per la tosse. Tu allora ti sei fidata, lo hai messo nel cestino con gli altri medicinali. Guarda che ti ha detto una bugia. Non è vero. E’ olio di marijuana. Non usarlo. Magari la tosse te la calma davvero, ma ha dei forti effetti collaterali.

La storia dei ragazzini

Annunci sponsorizzati

Stavo pranzando con lentezza e stavo attendendo l’orario di partenza di un treno. Vicino a me si sono seduti i tre ragazzetti con i loro vassoi del pranzo, che, fra l’altro, non hanno finito. Hanno le valige. I visi da bambini dimostrano non più di 16 anni. In effetti ne hanno tra i 18 e i 19. Si vede che sono ragazzetti di cui la mamma si fida e che non mancano di denaro. Passeranno qualche giorno a Barcellona. Sono eccitati e che questo li rende imprudenti. Parlano fra di loro come se volessero essere ascoltati. Uno parla dell’episodio della mamma che ha messo il flacone di olio di marijuana nel cestino dei medicinali. Il terzo è quello che gioca a fare il duro. Parla di spacciatori, di gente che tenta di fregarlo e di come procurarsi la roba. Cosa che, a Milano, non è per nulla difficile.

Si vuole tatuare l’immagine del Cristo redentore sulla pancia ( ma perchè?)

Il secondo, il brunetto, parla anche dei suoi tatuaggi, pare ne abbia ovunque e sia intenzionato a tatuarsi il disegno del Cristo Redentore a grandezza quasi naturale sulla pancia. Ho fatto una fatica incredibile a non ridere. Devo continuare a guardare lo smartphone, perchè non si veda che mi sto divertendo. Cioè, sarei stata anche ammirata se il ragazzino avesse dimostrato un po’ di amor cristiano, ma sono quasi certa che il tatuaggio non c’entrasse con la fede in Cristo.

Annunci sponsorizzati

Culture digitali

Il terzo è un biondino, dice di essere di Bergamo. E’0 il più pulitino dei tre. Da non credere che abbia già 18 anni. Forse è il viaggio per il suo compleanno. Insomma la chiacchierata per curiosità ci stava. Facevano i duri ed era difficile credere alle loro parole. Però parlando di Marijuana e di canne, quando ho detto che avrei dovuto chiamare le forze dell’ordine e che rischiavano di essere segnalati come assuntori, mi hanno aperto gli occhi.

Mi hanno chiarito perchè la droga ha tanta fortuna a Milano

Le loro frasi nella nostra discussione erano “tanto quando arriva la polizia noi abbiamo già preso il treno.”, “se anche arrivano, quello che fanno è buttarti via la canna e poi ti segnalano, ma l’unica cosa che succede dopo è che devi andare al SERT. :” “io ci vado già al Sert”. ” per una canna sola vale la pena?” ” Stiamo andando a Barcellona. Là e legale.”Sono frasi che fanno riflettere. Specie perchè pronunciate da dei ragazzini.

Forse, se si vuol bene a questi ragazzi, bisognerebbe alzare le pene per chi compra la droga . Oppure è vero, ci si deve arrendere e legalizzare la Marija per metterla in vendita le modo più restrittivo possibile, fino a farla scomparire.

Legalizzarla si oppure no?

Ora invece la trovano ad ogni angolo di strada. Alla fine i ragazzi sono partiti, andati per la loro strada.. Mi hanno anche salutato, perchè in realtà sono dei bravi ragazzini. Speriamo che quest’idea della libertà legata alla marijuana non li abbia spinti a riempirsi le valigie di alberelli verdi essiccati. Altrimenti proveranno davvero quanto è libera la droga in Catalogna, alla frontiera che, nonostante tutto, esiste ancora.

Annunci sponsorizzati

Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 4229 Articoli
Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Giornalista metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 fino alla fine nel dicembre 2019, speaker di Radio Padania libera, scrivo su alcune testate, qua e là, coordino le redazioni di Nord Notizie e di altri portali di informazione. Sono anche un Web and Seo Editor Specialist.

Repliche, rettifiche, commenti e risposte

Scrivi qui cosa ne pensi