Cannabis light e Carabinieri curiosi. L’imprenditore agricolo ci perde 100mila euro in contanti

Garbagnate Milanese . Lo scorso 17 gennaio i carabinieri della stazione di Garbagnate milanese hanno arrestato A. V. un 444enne residente a Garbagnate, imprenditore agricolo di cannabis light legale, che si era presentato in caserma per ritirare delle notifiche di violazione del codice della strada. Non che avesse fatto qualcosa di particolarmente grave mentre era alla guida, però ha iniziato a parlare con i carabinieri del suo lavoro.

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L’uomo è residente a Garbagnate milanese e non ha precedenti importati o condanne. Solo qualche segnalazione come assuntore di stupefacenti, probabilmente marijuana. Ha infatti raccontato ai carabinieri di aver appena chiuso la partita iva della sua azienda, in cui produceva legalmente cannabis light con il marchio Easy Hemp. Si è messo a chiacchierare con i militari che, fra una parola e l’altra, una contraddizione qua e una là, hanno notato il nervosismo dell’uomo. I militari si sono quindi interessati maggiormente alle sue parole e hanno iniziato a fare domande.

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Le risposte sono state così esaurienti che i militari gli hanno chiesto di accompagnarli nel campo della sua azienda, a Rovello Porro, in provincia di Como, per vedere con i loro occhi. Aveva infatti detto che, dopo la chiusura dell’azienda, gli era rimasto circa mezzo chilo di prodotto da smaltire e che il mercato della cannabis light, cioè la marijuana con un thc più basso di 0,6 ormai non è più redditizio.

Marja o cannabis light?

Una volta a Rovello Porro i carabinieri hanno trovato 963 grammi di Marijuana confezionata sottovuoto, suddivisa in sacchetti sigillati e con il marchio della azienda, alcune scatolette da 2 grammi, anch’esse messe sottovuoto, e alcuni sacchetti di cannabis essiccata, ma messa sotto vuoto senza averla suddivisa in confezioni legali. C’era anche un bilancino di precisione e la macchina per creare i sacchetti sotto vuoto. C’erano anche 16 grammi di hashish.

La confessione

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Quando i carabinieri hanno informato l’imprenditore che avrebbero dovuto sequestrare la sostanza e farla analizzare, l’uomo è sbiancato e ha confessato che non si trattava di cannabis light, ma che era marijuana vera e propria. In pratica l’imprenditore coltivava marijuana legale e anche quella illegale che rivendeva poi ad uno stretto circolo di amici.

100mila euro in contanti in un secchio nel capanno

euro riferibili probabilmente al commercio della cannabis light e non light

Il gruppo di clienti speciali era ristretto ma doveva aver comunque una buona disponibilità economica e doveva far un grande uso di marijuana perchè in un capanno dell’azienda agricola , dietro ad una intercapedine è stato trovato un secchio contenente 100mila euro, divisi in 10 mazzette, attentamente confezionate con del cellophane. Si tratta con tutta probabilità di denaro che non poteva essere depositato in banca o investito senza destare sospetti e probabilmente raccolto nei 4 anni di attività dell’azienda legale.

Che fine farà il denaro ricavato con la vendita della cannabis non light

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Denaro e sostanza sono stati sequestrati. La marijuana sarà analizzata prima della distruzione. Il denaro, invece, una volta che sarà stabilito se di provenienza illecita e ingiustificata, sarà versato sul conto per la giustizia, che è utilizzato per comprare attrezzature e automobili nuove per le forze dell’ordine.

Imprenditore molto “easy”

Questo imprenditore agricolo troppo allegro fa quasi tenerezza per la sua ingenuità e la sua arrendevolezza nei confronti dei carabinieri, specie se messo confronto a certi delinquenti incalliti e pericolosi e la sua storia potrebbe fa anche sorridere. Vedere andare in fumo un guadagno simile a causa di una multa e della incapacità di tenere la bocca chiusa costituisce già una bella parte della punizione che riceverà.

Un vero intenditore

C’è sa dire che si tratta comunque di un coltivatore molto abile, perchè le varie varietà di cannabis si impollinano facilmente fra di loro e basta un po’ di disattenzione per allevare ibridi che superano il thc massimo di legge. Saper distinguere la cannabis legale da quella illegale ad occhio, mentre cresce in un prato, è una capacità da veri “intenditori”. Non è comunque la prima volta che i carabinieri scoprono imprenditori agricoli così Intraprendenti.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 4354 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Editor Specialist

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