G3A: “Il cane non è un pacco-regalo di Natale”

Quante volte i figli hanno chiesto per Natale un tenero cagnolino in carne e ossa? Quanti genitori li hanno accontentati! Quanti però, dopo qualche mese, hanno portato il nuovo arrivato al G3A (Gruppo Amici Animali Abbandonati)! Già perchè si sceglie spesso il cucciolo a seconda dei desideri dei figli, senza però ponderare che questi cuccioli da lì a qualche mese cresceranno. Ogni razza ha un’attitudine, necessita di spazi adeguati alla stazza e, in qualsiasi caso, ha bisogno di attenzioni, cure affettive, sanitarie e alimentari che pesano sul bilancio famigliare e che cambiano i ritmi di vita di una famiglia. Si sceglie il cane anche in base alla presenza in casa di bambini, dell’età di quest’ultimi. I cani abbaiano, ovviamente. Possono quindi, se in casa, disturbare il sonno del bebè e occorre ponderare la convivenza con figli piccolissimi.

“Noi prendiamo questi animali e li diamo in adozione ma sia chiaro che il cane non è un pacco-regalo da consegnare al bambino la vigilia di Natale – premette Enrica Beolchi, referente per la zona del Magentino, Abbiatense e Altomilanese – Spesso, dopo qualche mese, ci riportano i cani e non è giusto per gli animali, da diversi punti di vista, essere trattati così”. Il rifugio del G3A si trova in via Rosa Parks, località Cascina Croce a Cornaredo (MI).Telefono 338.483 0787 oppure pagina facebook G3A. Si tratta di una onlus, che vive cioè di volontari e donazioni (Iban IT85UO5O3433320000000005445), che dà amore a queste bestiole, un rifugio, cure sanitarie e che si prodiga per far adottare i cani.

“Sempre per Natale, ci chiedono cuccioli. Non sempre ne abbiamo perchè i nostri cani sono in genere grandicelli o adulti – prosegue la signora Enrica – Chi vuole un cane lo dovrebbe comunque volere anche se non è un cucciolo e il mio consiglio è quello di non andare in negozio a comprare cuccioli, soprattutto se il prezzo è decisamente conveniente per la razza che è. E’ meglio infatti conoscere i genitori del cane, per capire quale potrà essere la sua attitudine, il suo carattere. Ogni cane ha comunque un carattere suo. Da cucciolo è vivace e può combinare guai in giardino o in casa. Deve poi essere educato. Tutto ciò comporta fatica e responsabilità – aggiunge – Diffidate quindi dei prezzi troppo bassi perchè spesso si tratta di cani che arrivano dall’Est Europa, malati, che muoiono in pochi mesi”.

Se si vuole davvero un cane, perchè allora non portarlo a casa qualche tempo prima di Natale o anche dopo. Se si fa la scelta ponderandone le situazioni conseguenti al nuovo arrivo, tutto sarà più facile e se si hanno in casa dei bambini, sarà davvero un regalo meraviglioso che un genitore può fare.

I costi

Annunci sponsorizzati

“Tenete presente che un cane costa – conclude Enrica Beolchi – Ha bisogno di vaccinazioni, medicine per prevenire le malattie tipiche del cane, i trattamenti antipulci, l’alimentazione (che dipende dall’età e dalla stazza del cane), l’eventuale sterelizzazione, le visite del veterinario”.

La parola alle mamme

Ecco alcuni pensieri raccolti tra i nostri lettori:

Annunci sponsorizzati

Culture digitali

I vantaggi per i bambini sono innumerevoli. I cani danno affetto, gioia, complicità. Il bambino grandicello (6-10 anni), soprattutto se figlio unico, capisce che il mondo non gira solo attorno a lui ma che è importante e anche bello prendersi cura degli altri.

E’ consigliabile che sia proprio il bambino a portare il cane (accompagnato da un adulto) a fare il giretto quotiziano. Il bambino capirà che per proteggere il cane deve lui stesso non mettersi in situazioni di pericolo.

E’ bello spazzolarlo, dargli da mangiare in maniera sana. Il bambino capisce che se per il cane è necessario mangiare sano e in maniera equilibrata per vivere di più, anche per lui sarebbe meglio evitare di mangiare “cibo-schifezza”.

Giocare assieme a un cane è divertente e il bambino capisce di non doverlo trattare male perchè è un suo amico: impara il rispetto degli altri (anche se esseri viventi a quattro zampe).

Il bambino conosce il cane piano piano e riesce a capirne il “linguaggio in codice”. Il bambino impara quindi ad essere più attento a come si comportano gli altri. Ad ogni gesto un significato.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 355 Articoli
Giornalista

Repliche, rettifiche, commenti e risposte

Scrivi qui cosa ne pensi