La parrocchia di Cerello presenta i maggiorenni.

Da sinistra l'assessore Chiara Lavazza, Luca Trivella, il parroco don Paolo Vignola, Giulia Bertin, il sindaco cavalier Marco Ballarini

Su iniziativa del parroco di Cerello con Battuello don Paolo Vignola e della comunità parrocchiale, domenica 17 novembre 2019 sono stati presentati alla comunità dei fedeli e a quella civile i maggiorenni Giulia Bertin e Luca Trivella. Dato che l’evento ha voluto incentivare, per volontà di don Paolo, la comunicazione tra società civile e religiosa e in ragione del ruolo civile che i due ragazzi ricopriranno con la maggiore età nella comunità, ha presieduto alla cerimonia il sindaco di Corbetta cavalier Marco Ballarini e l’assessore Chiara Lavazza in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.

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Giulia e Luca, da anni svolgono in seno all’oratorio “Don Bosco” di Cerello il ruolo di animatori e si spendono in altrettanti compiti all’interno della comunità parrocchiale. Luca Trivella, da quest’anno, è altresì aiuto catechista. Si parla dunque di due giovani che vivono la loro età con spensieratezza ma anche con impegno e con responsabilità correlata ai compiti a loro assegnati.

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Durante la messa solenne domenicale, ai ragazzi è stata consegnata copia della Dottrina Sociale della Chiesa, che include tre principi fondamentali sui quali basare la propria vita. Gli stessi riassunti nella pergamena firmata da don Paolo e allegata al volume. Questi i principi: la persona che deve essere messa al centro, il bene comune inteso come condivisione, la solidarietà e la sussidiarietà. Quest’ultima non è però prinicipio ma estensione della solidarietà e deve essere intesa come subalternanza nei ruoli e non come mero assistenzialsmo.

L’idea è poi quella di creare anche per il futuro momenti come questo, rivolti ad altrettante fasce anagrafiche di parrocchiani in concomitanza ad anniversari significativi come possono essere i 30 anni, i 40, i 50 e via dicendo. Il tutto sostenuto da incontri a tema.

L’aiuto agli orfani di Betlemme

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Qualche mese fa la parrocchia “San Vincenzo martire” di Cerello con Battuello ha organizzato un pellegrinaggio in Terra Santa. In quell’occasione, il parroco don Paolo Vignola e una delegazione di operatori parrocchiali hanno fatto visita all’istituto “La Crèche” (la culla) di Betlemme. In occasione dell’Avvento, il parroco e le catechiste hanno proposto ai bambini del catechismo e a chi è nella fascia post Cresima di dare un contributo economico a beneficio degli orfanelli de “La Crèche”. Contributo economico limitato a una piccola parte della mancia settimanale dei ragazzini e che deve essere consegnato esclusivamente durante le messe, così da vivere l’Eucaristia, la condivisione, la solidarietà.

A “La Crèche” operano le “Figlie della carità di San Vincenzo De Paoli”. Sono presenti a Betlemme fin dal 1884, quando hanno iniziato a prestare cure a domicilio sotto le tende, nei dispensari, ai più poveri.

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“La Crèche” è il solo istituto nei territori palestinesi abilitato all’accoglienza dei bambini abbandonati e più svantaggiati di tutte le aree dell’Autorità Palestinese. Un istituto, un orfanotrofio, che per aprire la vita quotidiana dei piccoli a contatti con l’esterno ha creato un asilo aperto a tutti i bambini di Betlemme e dei villaggi vicini che trascorreranno così le giornate insieme agli altri in un reciproco scambio di arricchimento e condivisione.

“Alcuni nostri parrocchiani li hanno conosciuti, tenuti in braccio, coccolati – spiega don Paolo Vignola – Sono bambini che soffrono ma noi possiamo dare loro una mano, regalare loro un po’ di serenità. Quest’anno il nostro oratorio ha deciso di devolvere le offerte dell’Avvento di carità a favore di questo orfanotrofio. Nonostante tutte le difficoltà, qui a La Crèche il piccolo Gesù nasce tutti i giorni e qui la vita continua”.

La pergamena ai 18enni

La pergamena consegnata da don Paolo Vignola ai due maggiorenni, Giulia Bertin e Luca Trivella, reca i principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Tre i principi, più la sussidiarietà che si collega alla solidarietà, intesa non come asistenzialismo ma come subalternanza.

La parrocchia di Cerello presenta i maggiorenni. 1 18/11/2019 Corbetta
La pergamena consegnata ai 18enni

Il principio della persona. E’ la risposta della cultura contemporanea segnata da un forte individualismo, da rapporti mercificati e da miti del successo personale.

Il principio del bene comune valorizza ogni aspetto della vita sociale, della dignità, dell’unità e dell’uguaglianza di tutte le persone.

Il principio della solidarietà conferisce particolare risalto all’intrinseca socialità della persona, all’uguaglianza di tutti in dignità e diritti, al comune cammino verso una sempre più condivisa unità.

La sussidiarietà (non è un principio sussistente ma subalterno). Sollecita le istituzioni ad aiutare i singoli individui e i corpi intermedi a sviluppare i loro compiti, perchè ognuno ha qualcosa di originale da offrire alla comunità.

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Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 631 Articoli
Giornalista

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