La camminata di luce. A Corbetta con “Anchio onlus”

Abilità e “disabilità” si fondono ancora una volta per abbattere le barriere architettoniche, fisiche, sociali e anche mentali. Lo fanno con “Anchio onlus”, camminando insieme a Corbetta. Si ricorda comunque che l’associazione ha in sè ragazzi e ragazze che arrivano non solo da Corbetta ma da tutto il nostro territorio.

Già perchè in occasione della festa di San Martino, domenica 17 novembre 2019 si terrà a Corbetta la terza edizione della “Camminata di luce”. La partenza è alle 16.30, con ritrovo all’ingresso di via Cattaneo 25, fino al parco comunale di villa Ferrario.

Alcune delle lampade di San Martino realizzate dai ragazzi al “Campus Anchio”

Dal 25 di via Cattaneo e con le lanterne di San Martino realizzate dai bambini e ragazzi del “Campus Anchio”, si porterà la luce della speranza in un luogo che per natura e destinazione è sinonimo di incontro, spensieratezza e gioia. Chi non dovessse avere la lanterna, ne può prendere una tra quelle realizzate durante il campus.

Seguirà un momento conviviale con dolci, zuppa di zucca, tisane e vin brulè. L’evento vedrà la partecipazione di “Città dei bambini” di Corbetta e di “Oncoldog” e gode del patrocinio del Comune di Corbetta. Si consiglia la prenotazione al 331.4900868 oppure scrivendo a campusanchio@gmail.com

Le origini della festa

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San Martino fu santo e vescovo. Nasce in Ungheria nel 316 d.C.

E’ figlio di un militare e come tale anche per lui è quasi d’obbligo la stessa carriera. Lo vediamo infatti rappresentato a cavallo e con un mantello rosso.

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Culture digitali

Uscendo dalla città di Amiens (Francia), vede un mendicante infreddolito. Non ci pensa due volte e taglia una parte del suo mantello per donarlo al povero. La leggenda vuole che dopo quel gesto il cielo si schiuse dalle nubi e lasciò spazio a un sole caldo come se fosse quello estivo. Da lì la cosiddetta “estate di San Martino” a ridosso dell’11 di novembre (giorno in cui si ricorda il santo).

Nasce così la festa popolare della sfilata dei bambini per le vie della città con le lanterne di San Martino che ricordano per l’appunto quel tepore. Un buon auspicio, una festa. Per tutti dolci, canti e un falò. La festa si inanella infatti con riti più “pagani” legati al raccolto, al vino novello, se non a quelli più spirituali come il simbolo della luce della fede portata a, e da, san Martino dato che si narra che proprio il militare fece la notte stessa del suo gesto un sogno mistico. Al mattino successivo il suo mantello era di nuovo integro pur essendo rimasto il pezzo tagliato al povero.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 302 Articoli
Giornalista

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