Cronaca di un pomeriggio movimentato con la Guardia Nazionale

Cadorago (Como). Un pomeriggio molto intenso, forte, con la Guardia Nazionale Lombardia, in servizio per tenere lontano spacciatori e tossicomani dalle due stazioni del passante ferroviario di Trenord, Cadorago e Caslino al Campo.

Cronaca di un pomeriggio movimentato con la Guardia Nazionale 1 15/10/2019 Cronaca Lombardia

I tossicomani in stazione sono un problema grave che incide sulla vita del paese

Cadorago è un graziosissimo paese, con boschi e parchi, tenuto con cura e con due stazioni di Trenord, del passante ferroviario, che in circa 20 minuti portano alla stazione di piazzale Cadorna a Milano e in 15 minuti alla stazione di Como Lago. Un piccolo paradiso fra i boschi, colline e fontanili, sospeso fra la capitale del business e il romanticismo del lago più famoso del mondo.

Da qualche tempo, le due stazioni ferroviarie del paese, Cadorago e Caslino al Campo, però, sono invase dai tossicomani e dagli spacciatori che ne combinano di tutti i colori. Spaventano i passeggeri con i bambini, chiedono l’elemosina per arrivare ai fatidici 5 euro necessari per la dose di eroina, si piazzano nei sottopassi a prepararsi le dosi e a farsi, e derubano i passeggeri di portafogli e valigie, per poi rivenderne il contenuto nei vari mercatini di Milano, come quello al Corvetto. I passeggeri non si fidano ad usare il sottopasso, per non trovarsi faccia a faccia con uno di quegli strafatti che vuol portar via loro il portafoglio. Quindi per passare da una banchina all’altra attraversano i binari, con il rischio di essere investiti dai treni.

Lo scorso aprile, l’amministrazione comunale ha deciso, per integrare i servizi di sicurezza nelle stazioni e nelle strade del Comune, di affidarsi anche alla Guardia nazionale. Ora i tossicomani vanno nel boschetto alle spalle della stazione e gli spacciatori si sono spostati sulla strada, dove i carabinieri possono effettuare i posti di blocco.

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Cadorago. Guardia equipaggiata con bodycam e radio

Il treno accumula ritardi

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Anche i tossicomani, una volta che si sono iniettati la loro dose, diventano un grave pericolo per i treni. Camminano lungo i binari, in modo malfermo, attraversano senza guardare se arrivano i treni, e i macchinisti sono obbligati a procedere a velocità limitata per evitare tragedie sui binari. In questo modo i treni accumulano ritardi.

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Spacciatori e tossicomani arrivano da Rogoredo?

I servizi di controllo di polizia di stato e dei carabinieri al boschetto di Rogoredo funzionano. L’arresto degli spacciatori, anche con poche dosi, e la scoperta e interruzione dei metodi di rifornimento dell’eroina, hanno già sortito i primi effetti. Tossicomani diminuiti al boschetto, in stazione a Rogoredo e anche sulla linea gialla della metro. Però quelli rimasti liberi si stanno spostando in provincia, usando come direttrice proprio i binari dei treni, ed è così che le stazioni dei Comuni attraversati dai binari dei passanti ferroviari si sono trovati con un grave problema da risolvere. Un problema che pareva irrisolvibile, ma dallo scorso aprile grazie alle pioneristiche iniziative di alcuni comuni, sono iniziati presidi e servizi di controllo preventivo del territorio e dell’ambiente anche con l’ausilio delle guardie, che stanno portando pian piano alla normalizzazione, alla pulizia e alla riconquista del territorio e delle stazioni da parte dei passeggeri dei treni.

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La cronaca di un pomeriggio passato fra i parchi e le due stazioni

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Culture digitali

Sabato 12 ottobre, al pomeriggio, 5 effettivi della Guardia nazionale si sono dati il cambio tra il controllo delle stazioni e il controllo del territorio, fra i parchi delle frazioni di Caslino al Campo e Bulgarello, girando a piedi e con le auto dai lampeggianti blu. La stazione di Cadorago è stato un punto caldo. Sin dal primo pomeriggio un uomo, gambiano o senegalese, ha passato più di un’ora seduto su una panchina della stazione, senza mai prendere il treno, a rigirarsi i pollici sotto lo sguardo attento di due Guardie. E’ stato poi raggiunto da un altro uomo della sua stessa nazionalità, sceso con la bicicletta dal treno che arrivava da Como. Si sono scambati due parole in africano, accennando agli uomini in divisa. Poi se ne sono andati. Uno in una direzione, l’altro nell’altra. Poco dopo un altro uomo, più giovane e forse albanese, ha preso il posto sulla panchina. Nulla da fare, troppi occhi in divisa che osservavano. Nessun tossicomane si è avvicinato e dopo un altro po’ anche lui se ne è andato. Da quel momento qualcosa è cambiato. Dai treni che arrivavano da Milano e da Como hanno iniziato a scendere delle facce da eroina.

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Scendevano dal treno, si dirigevano nel bosco alle spalle della stazione, poi tornavano, sempre passando dai prati, e si dirigevano lungo i binari dietro alla curva. In alcuni casi, sorpresi dalla presenza degli uomini in divisa hanno fatto alcune cose ridicole. Uno mi è passato accanto, boffonchiando che gli scappava la pipì e che la toilette della stazione era chiusa. Si è buttato dietro gli alberi. E’ bastato aspettare un po’ per vederlo saltar fuori dall’altra parte, sui binari, per buttarsi di corsa nel bosco.

Un altro ha chiesto cosa stava succedendo. La risposta non poteva che essere la verità. “Un semplice servizio di prevenzione a contrasto del traffico di stupefacenti”. Quello con i capelli grigi e il giubbotto bianco ad un certo punto è uscito dal boschetto, e con un passo di marcia piuttosto malfermo, ha raggiunto la stazione, ha finto di aspettare il treno, ha attraversato i binari, è passato davanti alla sede della Guardia, ha salutato con un buongiorno, è entrato in stazione è uscito in strada, ha fatto il giro, è risalito in stazione dall’accesso del sottopasso, e si è diretto nuovamente, sempre a passo di marcia, verso il bosco. Si, le guardie erano ancora lì e non parevano aver voglia di andarsene. Intanto sotto la massicciata, i carabinieri effettuavano un controllo delle automobili e dei passanti che percorrevano la strada che porta al boschetto. Alla fine della giornata spacciatori e assuntori hanno ceduto. Non potevano passare la notte al freddo nel bosco, con i cinghiali. Quindi, uno per volta o a coppie, gli spacciatori quasi tutti africani e in bicicletta e gli assuntori malfermi magri e dall’aria malata, hanno di nuovo raggiunto la stazione e mandato il più sveglio a informarsi sulle intenzioni della Guardia. Le guardie li hanno informati. Saranno lì quando meno se lo aspettano, non permetteranno che ci si droghi in stazione, che serve esclusivamente per prendere i treni, non potranno chiedere l’elemosina e il sottopasso servirà di nuovo ai passeggeri per attraversare i binari in sicurezza. Gli spacciatori saranno disturbati da tanti testimoni che vedranno bene i loro movimenti e li denunceranno. E per quello che riguarda le donne, già una ventina di Signore di Cadorago frequentano il corso di autodifesa organizzato dalla Guardia. Poichè lo ho frequentato anche io, sono certa che quando avranno finito, spacciatori e assurtori saranno al sicuro solo se cambiano paese.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 3864 Articoli
Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Giornalista metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 fino alla fine nel dicembre 2019, speaker di Radio Padania libera, scrivo su alcune testate, qua e là, coordino le redazioni di Nord Notizie e di altri portali di informazione. Sono anche un Web and Seo Editor Specialist.

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