Il “Gamba de legn” torna a fischiare per il Fai

I volontari Luigi Galloni e Flavio Praolini con due visitatori che hanno fatto da memoria storica: Enrico Colombo e Franca Recusani

Chi ha qualche primavera alle spalle si ricorderà il mitico “tranvai”, ovvero sia il “Gamba de legn” che da corso Vercelli 33 giugeva fino a Magenta e a Castano, facendo alcune fermate. Tra queste, quella alla Cascina Olona.

La motrice Couillet MMC 111, che fino a qualche anno fa era conservata nel Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, è stata trasferita a Settimo Milanese. La locomotiva è ancora oggi visibile nel padiglione espositivo inaugurato il 25 ottobre 2014 e sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 il padiglione stesso è stato aperto al pubblico nell’ambito delle “Giornate d’autunno del Fai”. Un successo di pubblico e di gradimento grazie alla disponibilità dei volontari alla presenza di Luigi Galloni che ha partecipato al progetto di trasferimento della locomotrice, nonchè alla bravura dei ragazzi del liceo classico “Clemente Rebora” di Rho che hanno spiegato la storia del “Gamba de legn”.

I liceali con la loro insegnante e i volontari FAI

I liceali hanno fatto da ciceroni nell’ambito di un progetto che potremmo riassumere in una sorta di alternanza scuola-lavoro. Progetto che li ha coinvolti grazie al Fai.

Il fischio del “Gamba de Legn”

E’ Luigi Galloni a spiegarci che: “La Pro loco di Settimo Milanese ha coordinato il progetto si trasferimento della locomotiva dal museo milanese fino a qua. Il probelma maggiore stava nel fatto che a Milano hanno posto la locomotiva in uno spazio tale per il quale abbiamo dovuto smontarla per tirarla fuori dallo spazio espositivo: non ci passava dalla porta!”. Già, sembra una barzelletta ma è proprio così. Allora che fare?

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Dopo un anno di lavori, la locomotiva è arrivata a essere esposta a Settimo. “Noi volontari l’abbiamo smontata e riassemblata all’officina Landini di Settimo Milanese – prosegue il signor Galloni – Ciò nonostante abbiamo dovuto taglare un pezzo della locomotiva e poi saldarla per far riprendere la forma alla motrice che tra l’altro è proprio quella che faceva il tragitto Milano-Magenta-Castano. All’epoca era un qualcosa di assolutamente innovativo, fabbricata in Belgio”. Galloni ha messo in moto la locomotiva (movimento delle ruote da ferma) e ha fatto riecheggiare il fischio del “tranvai”.

Tàcas al tràm, e gira in cùrva

L’esperienza ha suscitato molti ricordi vivi. Tra questi quelli condivisi da Enrico Colombo (classe 1942) e Franca Recusani (classe 1944). Hanno infatti ricordato di quando prendevano letteralmente al volo il “Gamba de legn”. Già perchè dovete sapere che era troppo costoso e complicato far fermare il convoglio e allora, questo, semplicemente rallentava alle fermate e i passeggeri dovevano salir su quell’unica carrozza che dava accesso alla prima classe (con sedili monoposto) o alla seconda classe (con panchine sempre stracolme). E chi non poteva permettersi il biglietto o non ci stava più? Viaggiava sul tetto o attaccato a ciò a cui poteva attaccarsi!

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Vietato sia per la prima che per la seconda classe vestirsi di bianco perchè essendo una motrice a vapore, il fumo del carbone si spargeva ovunque e con esso lapilli o quant’altro potesse uscire dal camino. Ma che vantaggio! Raggiungeva infatti i 15 chilometri orari in campagna, i 10 entro i confini di Milano e i 5 in caso di nebbia o traffico. Altro che viaggi interminabili sulle nostre ferrovie!

La signora Franca ricorda anche i finiestrini sempre aperti della seconda classe per via dell’affollamento e del divieto non scitto di mettere anche fuori dal finestrino una mano. Allora, alberi e verde non mancavano e il tranvai passava anche a ridosso di vegetazione lombarda di ogni genere. Insomma, un viaggio della speranza che costava oltretutto caro, tanto che i pendolari preferivano affittare a Milano un monolocale (condiviso in genere da non meno di 7/8 persone) e tornare a casa nel fine settimana.

Un po’ di storia

La storia del “Gamba de legn” inizia il 9 settembre del 1878, con l’atto di costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta di circa 23 chilometri di lunghezza con diramazioni a Sedriano e Castano Primo. Il capolinea milanese fu situato inizialmente nell’odierna piazza Baracca e poi fu spostato all’interno del deposito carrozze di corso Vercelli 33 nel 1911.

Tra le fermate: le odierne piazza Wagner e piazza De Angeli, Isola Europa, il Molinazzo, Trenno, Baggio, Cascina Olona, San Pietro all’olmo, Sedriano (qui c’era lo scambio per Castano Primo e le fermate di Inveruno e Castano), Vittuone, Corbetta, Magenta. La chiusura del ramo di Castano risale al 1952 e il 30 agosto del 1957 fu soppresso definitivamente a favore di autobus articolati.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 275 Articoli
Giornalista

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