Friday for future. Ripartiamo dall’inizio

In this photo taken on Friday, July 26, 2019, Greta Thunberg stands next to Swedish parliament in Stockholm. Thunberg, the Swedish teenager whose social media-savvy brand of eco-activism has inspired tens of thousands of students in Europe to skip classes and protest for faster action against climate change, said Monday, July 29, 2019 that she plans to take her message to America the old-fashioned way: by boat. (ANSA/AP Photo/David Keyton)

EDITORIALE

“Friday for future” è un prodotto dei media? Che futuro avrebbe avuto la lungimirante, acuta e cocciuta “disobbedienza civile” di Greta Thumberg se il video della ragazzina non fosse messo in rete? Come tale è diventato virale.

Il suo pensiero, che in un mondo omologato dalla globalizzazione diventa “disobbediente” alle regole del mercato, dei “grandi” (intesi come multinazionali, banche, giochi politici dalle maglie mondiali) è solo una delle tante mode da seguire? Vogliamo pensare, speriamo, di no.

“Non c’è un pianeta B” recita uno dei tanti slogan. E allora? Si chiede una quarantenne? Anche se ci fosse, che diritto abbiamo noi di devastare il pianeta A? Ma non è questo il punto.

Le regole del mercato

Si parla di posizioni politiche che i grandi dovrebbero prendere attraverso incontri istituzionali, statistiche, gestione dei rifiuti. Tutto fa ben, tutto fa brodo, si dice in una delle Regioni italiane. Ma quanti tra i ragazzi e i giovani genitori pensano che per risolvere il problema occorre agire alla base, singolarmente?

Friday for future. Ripartiamo dall'inizio 1 27/09/2019 Cronaca Italia
Annunci sponsorizzati

Culture digitali

Lavoro da quasi vent’anni come giornalista iscritta all’ordine della Lombardia e vi posso dire che sindaci, rappresentanti di onlus e persone comuni hanno scoperto da tempo l’acqua calda che si auspica possano usare ogni giorno anche ragazzi e giovani genitori che hanno tra le mani il futuro. La domanda di mercato è la chiave. Il mercato lo facciamo noi con i nostri acquisti.

Se scegliamo il “km zero” si aiuta l’economia locale, si evitano lunghi viaggi di trasporto delle merci che spesso arrivano dall’estero e da popoli/lavoratori sfruttati. Favorire l’economia locale significa far sì che anche il paesaggio sia conseguentemente impostato e tutelato in un certo modo. Il tempo è sempre troppo poco per tutti, eppure le piste ciclabili, le palestre e piscine sono sempre piene di chi vuole rimanere in forma. Perchè allora non camminare o pedalare fino a uno spaccio, un mercato contadino o un agriturismo che fornisce riso non trattato, latte crudo e latticini fatti con quel latte, verdure e prodotti locali? Si fa allenamento, si risparmiano soldini e si mangia in maniera più gustosa e sana!

Annunci sponsorizzati

Culture digitali

Il pesce fa bene. Perchè, a turno, non si portano figli e amichetti dei figli, alla pesca sportiva, a questi agriturismi che offrono visite ad animali e altri svaghi? Ce ne sono diversi in zona (Magenta, Ozzero ecc). Nelle pesche sportive trovano trote iridee o salmonate, pesci gatto, tinche, storioni, e altro con possibilità di fare grigliate in loco. I bimbi si divertono, il pesce costa meno e si sa da dove proviene. E poi il gioco del cuoco con i bambini al posto dei videogiochi. Che figurone poi un piatto cucinato da noi per il nostro lui anzichè farlo saltare dalla padella alla brace!

Prima nei giardini c’erano le rose, i lillà, i fiori d’arancio. Ora ci sono i banani, il tiarè. Per chi ha spazio, perchè non scegliere una pianta di limone? Profuma e dà frutti che si possono mangiare (bio) e conservare in marmellata. Per non parlare del basilico o aromi da balcone.

Insomma, basta un poco di zucchero (magari non di canna ma di barbabietola che si produce in Italia) e l’anidride carbonica va giù!

Friday for future. Ripartiamo dall'inizio 2 27/09/2019 Cronaca Italia

Investimenti e scelte di vita

La pillola va giù ma spesso il cartone con il pranzo dei bambini (tanto in voga nei fast food) resta indigesto e a crescere è la panza a discapito della sostanza. Fast food e ristoranti etnici strapieni dopo le manifestazioni del “Friday for future”. Beh un paradosso, nel rispetto comunque della diversità. Con 7 euro si mangia una margherita con acqua e coperto compresi, in una qualsiasi pizzeria che non sia griffata. La pizza è buona, sana e riempie più di tanti altri cibi e si può optare anche per il vegano (la marinara) dato che in questi giorni si parla tanto di scelte di introdurre nelle catene internazionali della ristorazione il vegano perchè implica meno consumo di suolo, acqua e meno emissioni.

Pensiamo anche a queste scelte, ai bambini accompagnati a scuola con la macchina anche se abitano a 100 metri dall’istituto, alla scelta del diesel o della benzina. Il gpl inquina e costa meno!

Tutti hanno un conto corrente e dei piccoli investimenti. Indagate sulla fonte di questi investimenti e sui collegamenti banche-multinazionali prima di scegliere l’istituto di credito più consono per voi. Si scopre spesso molto e si capirà il perchè a livello mondiale la politica o il mercato spinge in una certa direzione.

La moda che passione

Uno dei tanti esempi. Ora vanno di moda i braccialetti componibili. Metallo pagato a prezzo d’oro che rende le donne omologate. tutte uguali, tutte scontate e non solo nel prezzo di abiti composti da tessuto acrillico! Chi tra noi non vorrebbe essere unica, distinguersi o esprimere attraverso gli accessori la propria personalità? E allora facciamolo! Non 5 bracciali ma uno solo, unico, disegnato da noi. Le gioiellerie storiche lo fanno anche con l’argento (che costa meno) e si fa lavorare la manodopera locale. Un comico che però la sapeva lunga, diceva qualche anno fa parlando dell’Africa e della condizione dei bambini africani: “Basta poco..che ce vò?”

Basta poco anche per noi italiani, Pensiamoci ogni giorno, agiamo ogni giorno e non solo il venerdì.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 403 Articoli
Giornalista

Repliche, rettifiche, commenti e risposte

Scrivi qui cosa ne pensi